I Senatori Bencini, Romani M. e Molinari interrogano il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per conoscere i criteri adottati dall’INPS nel quasi inesistente controllo sullo stato di malattia
Il provvedimento infatti ha determinato non solo un grave danno ai medici di controllo, ma all’intera comunità, sia in termini di tutela dei lavoratori in malattia, sia di controllo sull’assenteismo
E’ stata pubblicata pochi giorni fa una interrogazione in Commissione XI (Lavoro e Previdenza sociale) del Senato da parte dei Senatori Bencini, Romani M. e Molinari al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che si trasmette in allegato.
L’iniziativa intende mettere in risalto la criticità generata dalle decisioni unilaterali della dirigenza INPS, a partire dal 29 aprile 2013, sull’organizzazione dell’attività dei medici fiscali, il cui rapporto di lavoro, solo formalmente libero/professionale, li costringe a totale precarietà lavorativa. Il provvedimento infatti ha determinato non solo un grave danno ai medici di controllo, ma all’intera comunità, sia in termini di tutela dei lavoratori in malattia, sia di controllo sull’assenteismo.
La richiesta mira a conoscere come mai la spesa per la medicina di controllo fino all’annualità 2013 fosse contemplata nel bilancio preventivo dell’Inps come spesa obbligatoria, e non di funzionamento, e perciò da non sottoporre alle norme della spending review. L’Ente, di sua iniziativa, decise che il numero dei controlli da eseguirsi potesse essere inizialmente azzerato e successivamente drasticamente ridotto (attualmente si attesta intorno all’1%), trascurando quell’obiettivo del 20 per cento, che rappresentava il punto ritenuto di equilibrio tra costi e benefici dei certificati pervenuti ed il numero dei controlli da eseguirsi.
A nulla sono servite le indicazioni della XII Commissione permanente (Affari Sociali) della Camera, che nelle conclusioni dell’indagine conoscitiva sull’attività dei medici di controllo INPS (2014), aveva ribadito l’utilità della medicina fiscale, oltre la necessità di garantire stabilità lavorativa ai medici fiscali.
Ora che il controllo è stato attribuito esclusivamente all’INPS (come previsto dall’articolo 17 della legge n.124 del 7 agosto 2015, sul riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) per gli interroganti è necessario comprendere le reali intenzioni dell’INPS e come intenda inquadrare la categoria sanitaria e come l’Ente voglia organizzare il lavoro.
Le perplessità sono reali e al limite della logica, visto che – come ha segnalato il Presidente