Roma, 17 lug. (LaPresse) – L’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione con 253 sì, 93 no e 5 astenuti. Ora il provvedimento, presentato dal Governo e già approvato in prima lettura dal Senato, tornerà a Palazzo Madama.
Esulta la ministra Madia: “Camera vota #RiformaPA . Ora al lavoro al Senato e su decreti attuativi: riforma sarà realtà quando la vita degli italiani sarà più semplice”. Così, su Twitter, la titolare del ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione…
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Come mai il testo dell’ODG censore non è stato pubblicato integralmente?
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Atto Camera
Ordine del Giorno 9/03098-A/012
presentato da
CENSORE Bruno
testo di
Venerdì 17 luglio 2015, seduta n. 464
La Camera,
premesso che:
l’articolo 13 del disegno di legge in esame prevede la riorganizzazione delle funzioni di accertamento medico legale in caso di assenze per malattia dei dipendenti pubblici, con l’attribuzione all’I.N.P.S. delle relative competenze; a tal fine sono assegnate all’I.N.P.S. le risorse attualmente destinate alle amministrazioni pubbliche per la medesima finalità, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni per la quantificazione delle predette risorse finanziarie e per la definizione delle modalità d’impiego del personale medico attualmente adibito alle citate funzioni, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, prevedendo altresì il ricorso prioritario ai medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento, istituite dall’articolo 4, comma 10-bis del decreto-legge n. 101 del 2013;
per l’espletamento di tali funzioni con il decreto-legge n. 78 del 2009 sono state assegnate alle Regioni, a valere sul Fondo Sanitario Nazionale, risorse per 70 milioni di euro; il decreto-legge n. 98 del 2011, al comma 5, ha chiarito altresì che i 70 milioni di euro, stanziati per gli accertamenti medico-legali, non sono di spettanza delle Regioni in quanto quota della disponibilità finanziaria per il SSN, non utilizzata in sede di riparto;
la sentenza della Corte Costituzionale n. 207 del 2010 ha sancito che i controlli medico-legali sugli assenti per malattia non devono essere ricompresi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) perché non finalizzati alla tutela della salute;
tali controlli devono pertanto essere considerati a tutti gli effetti nell’ambito della previdenza sociale, materia di competenza esclusiva dello Stato a norma dell’articolo 117, secondo comma, lettera o) della Costituzione;
per l’esigenza di rispettare i vincoli di bilancio e i vincoli sulle assunzioni, e l’autonomia organizzativa dell’INPS, le liste speciali, già costituite ai sensi dell’articolo 5, comma 12, del decreto-legge n. 463 del 1983, sono state trasformate in liste speciali ad esaurimento, nell’ambito delle quali sono stati confermati i medici inseriti nelle suddette liste alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 101 del 2013 che risultavano già iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007; ai fini della razionalizzazione del servizio, l’INPS, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari ai lavoratori assenti dal servizio per malattia, si avvale, in via prioritaria, dei medici inseriti in tali liste speciali;
i medici iscritti nelle liste speciali svolgono da molti anni con professionalità tali rilevanti funzioni di controllo sulla base di un rapporto di collaborazione con l’INPS che, per le modalità di attuazione del servizio e per i vincoli posti dalla nuova procedura di selezione ed assegnazione delle Visite Mediche di Controllo, denominata Savio, non può essere definito «libero-professionale»; tali medici sono pertanto in attesa di una opportuna riqualificazione del rapporto professionale dall’anno 2000;
il decreto ministeriale 8 maggio 2008, in premessa, ritenuto «indilazionabile» l’adeguamento del quadro normativo in materia di «regolazione del contenuto e delle modalità di esplicazione del rapporto tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ed i medici iscritti nelle liste speciali di cui all’articolo 5, comma 12, della legge n. 638 del 1983 allo scopo di rendere tale disciplina «più rispondente alle esigenze della qualità del servizio reso all’Istituto e a quelle professionali dei medici di controllo» aveva provveduto alla rimodulazione dei compensi dell’attività dei medici di controllo e alla conferma, fino a completa rivisitazione, della disciplina in materia, compresa la parte relativa alla consistenza numerica dei medici iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007 e compresa la procedura per la reintegrazione delle medesime liste;
non è più necessario acquisire l’intesa della Conferenza delle Regioni, sul servizio dei controlli medico-legali e sulle relative risorse, ora trasferiti in via esclusiva all’INPS;
nell’indagine conoscitiva sull’organizzazione dell’attività dei medici che svolgono gli accertamenti sanitari per verificare lo stato di salute del dipendente assente per malattia, la Commissione Affari Sociali, nel documento conclusivo del 27 maggio 2014, ha rilevato che nell’audizione del rappresentante del dipartimento della funzione pubblica, questi aveva manifestato piena disponibilità a ridefinire i caratteri di tale collaborazione, secondo «canoni di stabilità», come richiesto dai medici fiscali, nei limiti del rispetto della normativa vigente in tema di reclutamento nella R A., in considerazione dell’esigenza di dare certezza a tali rapporti di lavoro, anche per l’interesse pubblico di garantire, a coloro che svolgono funzioni di controllo, piena tutela e riconosciuta rappresentanza dell’Ente che richiede la visita fiscale,
impegna il Governo
a valutare l’opportunità di:
definire in piena autonomia la quantificazione delle risorse finanziarie e le modalità d’impiego del personale medico attualmente adibito alle funzioni di accertamento medico legale delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici;
colmare il vuoto normativo in materia di regolazione del rapporto tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ed i medici che eseguono le visite fiscali, allo scopo di dare dignità professionale ad una categoria di professionisti che con il proprio lavoro ha contribuito a portare i valori dell’assenteismo in Italia ai livelli europei.