Medici fiscali INPS. Sulla via di Damasco

Appare utile riprendere passi di un articolo apparso sul sito della UIL il 12 giugno 2013, che forse è sfuggito alla gran parte di noi medici fiscali, così come si stenta a ricordare da parte nostra l’incontro avvenuto il giorno prima.  Così titolava disperatamente il sito: “Medici fiscali INPS. Vivere con 400.00€ al mese dopo 20 anni di lavoro a partita IVA non si può”.

Dalla lettura si evince che erano presenti, per l’Inps, Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale dell’INPS, e Luca Sabatini della Direzione Centrale prestazioni sostegno al reddito; per i medici fiscali le organizzazioni sindacali, non specificate, ma facilmente identificabili. L’incontro era stato preceduto da un altro, del 20 maggio – come specifica sempre l’articolo – in cui giustamente i sindacati “avevano richiesto all’istituto di sospendere il provvedimento in attesa di individuare le risorse, stabilire regole chiare di assegnazione delle prestazioni, valutando la consistenza dei medici. L’INPS ha presentato un rendiconto sul numero delle visite da potersi effettuare, circa 70.000, fino a dicembre 2013 in base alle residue risorse conteggiate in 3.900.000 euro. Le visite ,meno di 8 mensili per medico, saranno assegnate col sistema statistico– datamining – che però non tiene conto degli eventuali livelli d’incompatibilità e che quindi non considera prioritari i casi in cui il lavoratore svolge tale attività in maniera esclusiva”.

Quel che è interessante è che – riportiamo sempre fedelmente – “le OO.SS hanno richiesto e l’Inps ha accettato la proposta per l’apertura di un tavolo tecnico per stabilire le linee guida nella definizione e classificazione dei criteri di distribuzione delle prestazioni e valutare i livelli di incompatibilità esistenti”, senza, purtroppo, conoscere gli sviluppi di quegli accordi, né se le organizzazioni presenti negli almeno due incontri ufficiali abbiano poi insistito nei mesi ed anni successivi.

Il punto che ci pare conveniente, senza dubitare dell’azione costante esercitata successivamente per il raggiungimento di quanto riportato, è quello in cui si legge che “le OO.SS hanno inoltre richiesto maggiori dettagli in merito al bando per l’assunzione di 998 medici da destinare ai centri medico legali dell’Istituto. L’Inps ha finalmente chiarito che tale personale si occuperà esclusivamente di invalidità civile senza intaccare il campo della medicina fiscale, riservato ai medici inseriti nelle liste speciali di cui al DM 18 Aprile 1996”. Ovviamente si resta confusi quando, almeno alcune di quelle sigle, da qualche mese proclamano soluzioni diverse, contrastando con quanto accordato con l’Ente, che immaginiamo abbia redatto un verbale delle sedute, in cui annotare le posizioni unanimi.

Poiché si potrebbe mal interpretare il comunicato sindacale, ancora in rete, ecco che i presenti avvertono l’esigenza di chiarire ancora meglio quanto stabilito tra i convenuti: “Di fronte alle richieste del sindacato, la Direzione Generale INPS si è resa disponibile …  ipotizzando la costituzione di un polo unico pubblico-privato, all’interno dell’Inps che valorizzi la professionalità dei medici fiscali”.

Par di capire dunque che si vuol far riferimento alla categoria dei medici fiscali, e non ad altro, preservandola da contenitori unici o polivalenze dall’esito incerto. A questo punto i dubbi ci sono, non riuscendo a comprendere repentini cambi di rotta che più di qualcuno sostiene pubblicamente.

Con un po’ di malizia par di pensare che le folgorazioni siano state ispirate dai fondi del polo unico della medicina fiscale, per sfiducia nella loro destinazione e cioè la medicina di controllo a cui fa espresso riferimento la legge sulla riforma della pubblica amministrazione da poco approvata.

 

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