Interrogazione ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali.

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00392 Atto n. 4-00392
Pubblicato il 20 giugno 2013, nella seduta n. 46
D’AMBROSIO LETTIERI , CASSANO , IURLARO , LIUZZI , AIELLO – Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali. –
Premesso che, a quanto risulta all’interrogante:
l’Inps aveva sospeso dal 1° maggio 2013 le visite fiscali d’ufficio;
i medici che, come liberi professionisti in regime di convenzione con l’Inps da oltre 20 anni, circa 1.400 distribuiti sull’intero territorio nazionale, effettuavano dette visite d’ufficio, in conseguenza, per effetto della citata drastica sospensione, rischiavano di rimanere senza lavoro;
successivamente, dopo le proteste delle associazioni di detti medici, nei giorni scorsi, l’Inps, in un comunicato stampa, ha confermato che le visite fiscali, in conseguenza del taglio delle risorse cui è stato sottoposto l’istituto dalle ultime leggi di spesa, non saranno sospese ma ridotte in quantità (circa 100.000 visite per il 2013) e saranno più mirate;
premesso, inoltre, che, a quanto risulta all’interrogante:
le visite fiscali d’ufficio hanno fin qui costituito il 75 per cento del totale delle visite fiscali effettuate;
secondo i dati diffusi dall’Inps, nel 2012 le visite fiscali eseguite d’ufficio sono state 900.000, per una spesa complessiva a carico dell’Istituto di previdenza di circa 50 milioni di euro, mentre quelle richieste dai datori di lavoro ammontano a 300.000 e sono pagate dalle aziende;
secondo i dati Inps, l’esito delle visite fiscali disposte d’ufficio ha portato a una riduzione della prognosi nel 9 per cento del totale delle visite eseguite;
premesso, infine, che, a quanto risulta all’interrogante:
i medici fiscali, che hanno svolto la loro attività per anni, hanno oggettive difficoltà di reinserimento in un ambito lavorativo diverso dall’attuale in quanto si tratta per la maggior parte di persone già alla soglia dei cinquant’anni e che, a causa delle diverse incompatibilità, non hanno potuto svolgere altre attività né hanno potuto frequentare le scuole di specializzazione post laurea;
detti medici sono tutti professionisti con elevate competenze;
la scelta dell’Inps di sospendere prima e ridurre poi le visite fiscali d’ufficio per le malattie dei lavoratori, lasciando in essere solo quelle a richiesta dei datori di lavoro, sarebbe scaturita esclusivamente dalla necessità di far fronte alla riduzione della spesa;
tale decisione, tuttavia, potrebbe comportare che, in assenza di adeguati controlli, si verifichi un aumento delle assenze per malattia con conseguente aggravio della spesa per le indennità di malattia;
rilevato che sarebbe auspicabile che le visite fiscali fossero razionalizzate al fine di trovare un’adeguata convergenza fra le esigenze di risparmio della spesa, l’esigenza di porre in essere le verifiche necessarie e la salvaguardia delle aspettative di coloro che rischiano di rimanere senza lavoro,
l’interrogante chiede di sapere:
quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, riguardo alla prospettata riduzione del numero di visite fiscali per l’anno 2013 e se detta riduzione risulti essere stata ripartita su base regionale e attraverso quali criteri;
se ritengano che il citato numero di 100.000 visite fiscali previste per il 2013 sia congruo;
se e in quali modi intendano attivarsi al fine di individuare le soluzioni più idonee ad assicurare, pur nell’ottica del necessario risparmio della spesa, la prosecuzione di un numero accettabile di visite fiscali disposte d’ufficio e la conseguente tutela dei medici incaricati, valutando anche l’opportunità di aprire un tavolo di confronto con le parti al fine di ricercare ogni soluzione valida e alternativa a quella individuata dall’Inps.

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