Sospensione da parte dell’Inps: risparmio di 50 milioni
di Alessandro Bettelli
REGGIO EMILIA (25 maggio 2013) – Niente più visite fiscali, “assenteisti” in tripudio. E’ l’istantanea scattata in ogni anfratto di un qualsiasi ufficio pubblico del Belpaese. Giacché in tempi di crisi l’Inps ha bloccato le visite fiscali d’ufficio. Proprio così, dalla sera alla mattina. Fra il 29 e il 30 aprile scorso. Una sorta di mancato preavviso giustificato da una causa di alto profilo istituzionale: la spending review.
L’obiettivo, infatti, è quello di tagliare 500 milioni dal bilancio 2013, previsto dalla legge di stabilità.
Ma andiamo per ordine: erano le 9 del mattino di martedì 30 aprile quando nelle loro caselle di posta elettronica le infermiere dell’Inps hanno trovato una mail che impediva loro di programmare/preparare il regolare carico di lavoro giornaliero per i medici di controllo territoriali (locuzione con cui si fa riferimento ai medici che effettuano le visite fiscali). Il perché era presto spiegato: dai piani alti del quartier generale dell’Inps era arrivato lo stop alle visite fiscali d’ufficio per verificare le assenze per malattia nelle aziende.
Un taglio (le visite fiscali d’ufficio da sole ammontano al 75% delle visite totali, pari a circa 1,5 milioni di controlli ogni anno) che determina un risparmio immediato di 50 milioni di euro all’anno. Dunque, ben venga!
E invece no.
Il risparmio c’è ed è immediato, ma il rischio di spendere ancora più denaro pubblico fra qualche tempo è dietro l’angolo. Un dato diffuso dai sindacati lo dice chiaramente: l’Inps spende ogni anno 50 milioni per le visite fiscali d’ufficio, ma basta che ci sia un aumento dello 0,1% delle assenze per malattia per far perdere 100 milioni.
«Il taglio dei controlli – spiega Loredana Mattioli, medico chirurgo – non potrà che determinare nel breve tempo un consistente aumento dell’attuale spesa per l’indennità di malattia, considerando che l’eventuale crescita, anche di solo 1-2 decimali di punto della percentuale di assenteismo comporta un aumento della spesa di gran lunga superiore a quanto l’Inps ha speso nel 2012 per le visite mediche di controllo domiciliari d’ufficio».
La conseguenza?
Un danno erariale che peserà sullo Stato e quindi ancora una volta sui contribuenti…
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http://www.4minuti.it/citta/inchiesta-1-avanti-furbetti-niente-visite-fiscali-0056740.html