Nasce il polo unico. Visite all’INPS. ANMEFI: senza decreti controlli a rischio
di Christian Cinti
Dal 2013 le visite fiscali dell’Inps si sono ridotte drasticamente. E se già da quel famigerato 29 aprile di due anni fa si riusciva a mettere sotto la lente solo una quota prossima al 15% del totale dei certificati medici inviati da lavoratori privati, ora anche quell’obiettivo (la fetta è scesa anche sotto al 2%) potrebbe apparire come un miraggio.
La premessa è d’obbligo: «Questo è il nostro punto di vista», spiega Claudio Palombi, presidente di Anmefi, Associazione nazionale dei medici di medicina fiscale. Eppure, lo scenario potrebbe essere realistico. Il 4 agosto scorso è stato dato il via libera alla legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione (la legge Madia) con la quale si istituisce il polo unico che avrà il compito di effettuare le visite fiscali sia per il settore pubblico (prima affidato alle Asl) sia per il privato (affidato all’Inps).
«La razionalizzazione nasce dalla necessità di incrementare l’effettività dei controlli ed evitare, quanto più possibile, che questi continuino ad essere effettuati a macchia di leopardo». Si tratta di stringere la rete attorno a quei furbi che spesso passano attraverso maglie troppo larghe. Le cifreMediamente in Italia vengono inviati circa 4 milioni di certificati medici l’anno attraverso la procedura on line. La quota dell’Umbria oscilla fra i 230 e i 245mila.
La stragrande maggioranza dei documenti arriva dal settore privato. Si tratta di circa 160mila certificati l’anno, mentre oltre 50mila arrivano dal pubblico. Su circa 1,2 milioni di visite da parte dell’Inps, circa 300mila vengono effettuate d’ufficio. «A fronte di risorse che oscillavano attorno ai 70 milioni di euro, di cui circa 25 arrivavano dalle aziende – spiega Palombi – per il 2015 l’Inps ha una dotazione finanziaria di circa 18 milioni di euro». Ora, il problema è legato alla possibilità di essere “risucchiati” da un vuoto normativo. «Attualmente ci troviamo in un regime transitorio. La legge delega ha tempi di attuazione fra 12 e 18 mesi, entro i quali c’è la necessità che vengano predisposti i decreti attuativi». Altrimenti, salta tutto. Nel frattempo, sarebbe necesario quanto meno definire chi fa cosa…
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