Riceviamo da un nostro iscritto
(…) opportuno un sondaggio da parte dell’Anmefi riguardo le preferenze circa il tipo di convenzione, il rapporto con “un’indennità base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite…”non sembra essere l’unica modalità prevista. Dall’atto di indirizzo “(…) la volontà delle parti di prevedere il rapporto convenzionale anche a prestazione con conseguente indicazione delle tariffe…” sembra non precludere altre ipotesi, da definire successivamente.
Caro collega,
Premesso che, esaurito il periodo transitorio, con l’attuazione di un nuovo rapporto convenzionale, il Decreto Ministeriale 2008 sarà archiviato; dall’Atto di Indirizzo al punto 2.2 lettera j, come alternativa, e come da te ricordato, si prevede la prestazione con conseguente indicazione delle tariffe.
Per quanto premesso, l’ipotesi che tu attenzioni non rievoca il trattamento economico della cosiddetta “notula” ora vigente. L’offerta è infatti condizionata dall’indicazione, anche ribadita nella stessa J, che l’accordo debba comportare una riduzione dei costi, allo stesso modo della convenzione su base oraria. Nulla sappiamo inoltre , intorno alle due proposte, se esse siano alternative per l’intera categoria o coesistenti e da applicarsi a richiesta dei singoli incaricati, perché “le parti” nel periodo esaminato non sono completamente specificate. La prestazione, infine, può essere declinata in modi diversi e non necessariamente con tariffa per singola visita.
Fermo restando che tutto l’impianto, del Decreto Legislativo prima e dell’Atto di indirizzo poi, gravita intorno all’efficienza dei controlli ma anche ad una perentoria economicità del servizio, il rapporto, sia esso a convenzione oraria o a prestazione tariffata non dovrebbe prevalere, tra le due reciprocamente, in ragione del vantaggio economico, ma piuttosto soddisfare le esigenze temporali, logistiche o di adesione alla mansione da parte del medico incaricato.
Per quanto precede, riteniamo che la tua legittima richiesta sia prematura perché ancora non sappiamo quanto la scelta sarà individuale o delegabile sindacalmente per l’intera categoria.
In quest’ultimo caso, sarà preceduta da una attenta valutazione da parte dell’Associazione in tutti i suoi dettagli, compreso il coinvolgimento dei soci, a cui sarà richiesta la presa in carico del bene comune, con sottrazione degli interessi personali, quando confliggano con quelli di altri colleghi, tali da perpetuarne la discriminazione della condizione attuale.
Buon proseguimento.