QS| Medici fiscali Inps. Ma siamo realmente liberi professionisti?

il Codice Civile stabilisce che il professionista intellettuale, iscritto a specifici Ordini, è colui che svolge un’attività in via continuativa (elemento di garanzia professionale), caratterizzata dall’intellettualità facente riferimento all’attività concettuale del singolo.

Come tale non viene esclusa una sua azione d’opera in posizione subordinata, purché siano rispettati sufficienti margini di discrezionalità, senza i quali non si può parlare di prestazione d’opera intellettuale, tracciando una linea ideale che proviene dal Diritto Romano, dove si faceva riferimento alle operae liberales per indicare attività degne degli uomini liberi e come tali esercitate da persone non soggette a schiavitù o servitù.

Nel corso dei secoli non molto è cambiato e queste professioni sono sempre state riconosciute con un onorario (honorarium) perché in passato non venivano retribuite con un compenso simile al corrispettivo di un semplice prestatore d’opera. Il lavoro intellettuale non ha subito, nel tempo, cambiamenti stravolgenti riguardo i suoi principi, mantenendo una sostanziale connotazione di autonomia nel rispetto delle leggi.

Quella del medico fiscale di controllo INPS, nonostante sia compresa nelle attività intellettuali professionalmente libere, tuttavia, condivide molti vincoli propri di altri   rapporti di lavoro, quali, il coordinamento con il committente ma più verosimilmente la subordinazione al potere direttivo, organizzativo, disciplinare e di controllo, il rispetto di un orario fisso , la prestazione svolta in modo continuativo, l’obbligo di giustificare l’astensione al lavoro per indisposizione sanitaria, l’utilizzo di strumenti di scelta e proprietà aziendale.

Il rispetto delle fasce orarie di controllo…

Leggi il resto dell’articolo:

http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=46776

Condividi questo post

Questo articolo ha 5 commenti

  1. Tommaso Brancati

    Concordo con il contenuto dell’ articolo.
    La verità è che la nostra pazienza sta per finire.

    1. Nelson

      In questi anni , alcuni di noi , rimasti legati da un filo comune , stanno cercando di ritrovare quel campo dove la libera professione non sia solo una ” individualità professionale ” chiusa in uno sterile orticello , ma uno spazio aperto dove avere robusti alberi sotto la cui ombra potersi con fiducia affiancare e sentirsi protetti . Se vogliamo dare un nome a quel campo la parola giusta è CONDIVISIONE , sia come punto di approdo ma anche ritrovo di una nuova partenza .

  2. Maria Parisi

    Condivido il pensiero dei colleghi ed auspico che noi medici di controllo riusciamo a concentrarci su tutto ciò che ci unisce, per diventare finalmente una categoria compatta, unica nostra possibilità di ottenere quanto chiediamo da sempre:la stabilità lavorativa ed il riconoscimento dei nostri diritti di lavoratori e di cittadini.

  3. Matteo Murano

    Il Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in riferimento alla vicenda Alitalia, ha affermato: “Gestita male, le colpe non ricadano sui lavoratori!”
    Analogamente, se alcuni dirigenti dell’INPS, con l’intento dichiarato di “ottimizzare” il Servizio di Medicina Fiscale, sono riusciti a rendere “agonizzante” tale Servizio, la colpa di tale “scempio” non può essere fatta ricadere sui Medici Fiscali!

  4. Cristina Galiera

    È praticamente unica nel panorama nazionale la nostra figura professionale. Non ci sono altri soggetti lavoratori e professionisti che prestano gratuitamente a un ente pubblico il proprio tempo. E dopo 25-30 anni di lavoro continuativo è ridicolo voler definire ancora il nostro lavoro come ” libero” professionale.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.