Nei giorni scorsi è stata pubblicata sul nostro sito una lettera dell’ANMIC sezione di Reggio Emilia che, pur contenendo espressioni vivamente apprezzate di solidarietà per le vicende dei medici fiscali, richiama situazioni e ambiti afferenti a gestioni INPS ben distinte e esprime giudizi che avrebbero potuto risultare offensivi nei confronti dei dirigenti INPS nominati nella lettera stessa.
In particolare, la dott.ssa De Zorzi ha comunicato il suo profondo disappunto trovando le espressioni “altamente lesive della propria professionalità e immagine, in pieno contrasto con il suo stesso pluriennale impegno istituzionale teso a valorizzare l’operato dei medici di controllo anche mediante l’allineamento del loro modus operandi alla rivoluzione digitale della PA”; sicché, ha richiesto una formale presa di posizione da parte della nostra Associazione con e-mail di cui si riporta uno stralcio:
“Esprimo tutto il mio disgusto su affermazioni – tra gli altri, a me riferite – quali “parecchie persone che hanno espresso giudizi negativi ma da incompetenti sul Vostro Servizio” e “per quanto medici meriterebbero almeno un esposto al loro Ordine dei Medici per violazione di alcuni articoli del Codice deontologico se non querele per diffamazione e denunce per diffusione di notizie false e tendenziose”, visto la gratuità di esse nei miei confronti formulate da persone che io non ho avuto neppure il piacere di conoscere né di sentire mai, dunque fondate su mere illazioni destituite di ogni fondamento / prova. ….”
Anmefi assicura che non condivide assolutamente valutazioni e giudizi espressi o comunque desumibili dalla lettera (e riferibili, in ogni caso, solo all’estensore della stessa) e ne ha disposto la tempestiva rimozione.
Questo articolo ha 6 commenti
Giusto rispettare la sensibilità di chi si sente colpito, offeso.
Anche noi medici fiscali, anzi IO medico fiscale (così ne rispondo in prima persona)mi sento colpito, offeso, oltraggiato dall’arroganza, dalla protervia e dall’indifferenza che l’INPS ha usato nei MIEI confronti.
Dr. Antonio Centonze,
medico fiscale oltraggiato, offeso, colpito.
Anche io credo che bisogna rispettare la sensibilità di chi si sente offeso.Mi domando chi si preoccupa della mia sensibilità,chi devo querelare per le risposte spesso arroganti che arrivano quando a domande leggittime mi si risponde che devo attendere i comodi di chi il lavoro e lo stipendio tutti i mesi lo prende?
Ognuno ha la propria sensibilità e va rispettata ma la nostra è stata calpestata dall’Inps, e non solo a parole!
capisco il disgusto ma non accetto che lo stesso disgusto non sia stato palesato riguardo alle tante inefficienze della ” rivoluzione digitale”
non si può solo pretendere ma anche dare
libero professionisti un solo giorno, quello in cui ci e’ stato tolto tutto, poi solo doveri, nessun diritto. Dovere di rimanere incollati alla sedia senza lavorare, dovere di rispettare i giorni di astensione al lavoro, dovere di rispettare una media mensile di visite per accedere al contributo formazione, dovere di rispettare le incompatibilita’, dovere di firmare il modulo dei doveri che descrive dettagliatamente il carico di visite disatteso da un anno, un trattamento che non ha eguali e non trova esperienze in alcun contesto di criticita’ lavorativa, queste non sono valutazioni e giudizi, sono oggetti, come la miseria e la disperazione che hanno prodotto. Volentieri mettiamo a disposizione la nostra sensibilita’, anzi ringraziamo Dio di averla ancora conservata,dopotutto per noi cambia nulla.
Quando si fanno le “rivoluzioni”, seppur digitali, sarebbe opportuno sentire anche il parere dei diretti interessati, si potrebbe scoprire di avere molto da apprendere.
Sarebbe, inoltre, opportuno che il programma informatico si adeguasse alle norme e non viceversa.