Tra il 23 e il 24 agosto di quest’anno si è avuto modo di leggere sul blog sanitarinps uno scambio di opinioni tra il collega e socio Matteo Murano e Mauro Cavoli, da sempre attento alle problematiche della medicina fiscale e autore di numerosi interventi a favore della categoria. Cavoli, nel ribadire con dovizia di particolari alcuni aspetti del contratto SUMAI, ha ritenuto necessario fornire chiarimenti a seguito del famoso accordo intersindacale, che ha visto esclusa dal coinvolgimento la nostra associazione, nonostante la sua ampia e dimostrabile maggiore rappresentatività rispetto alle altre organizzazioni in campo.
La querelle, in verità assai intricata per gli aspetti trattati, è resa ancor più ostica per la mancanza di una bozza di contratto, la cui lettura forse avrebbe aiutato i medici fiscali a comprendere i risvolti (per chi legge, ad oggi circola solo una bozza proposta dai legali dell’associazione medici fiscali, che dovrebbe costituire il punto di partenza per ogni trattativa con i Ministeri competenti e che è stata rivoltata come un calzino dai tanti giurisperiti e soloni).
Le diverse interpretazioni fornite da Cavoli e pubblicate in più riprese sul citato blog si sono rese necessarie anche per tentare di giustificare l’incauta proposta avanzata da qualcuno dei sottoscrittori, ovvero la creazione di un gruppo di medici INPS “polivalenti,” in grado di effettuare sia attività di sede che visite fiscali. Ciò nonostante l’approvazione del recente “polo unico di medicina fiscale” che assegna l’esclusività del ruolo ispettivo all’inps, atteso da anni e che finalmente avrebbe potuto riunire i medici fiscali con proposte unanimi e a tempo indeterminato (sembra quasi una maledizione, che i medici fiscali non trovino mai pace, dopo vent’anni di precariato e balorde condizioni contrattuali).
Tornando ai chiarimenti di Cavoli sul cosiddetto contratto SUMAI, egli puntualmente annota che “nell’Accordo vi sono alcuni elementi che non sono modificabili (compenso base, tutele, durata, punteggi, ecc), altri, al contrario, vengono adattati alle esigenze del servizio da prestare. E’ quello che succede in tutti i CCNL, non c’è nulla di nuovo: basta leggere qualsiasi contratto di lavoro e si scopre che è composto da 2 parti: una immodificabile e l’altra che varia tra le diverse aziende dello stesso settore adattata alle caratteristiche del lavoro da svolgere”.
E’ proprio su questo punto, estrapolato da una più complessa disamina, che interviene puntuale la replica del collega Murano, che in maniera esplicita chiede “sarebbe, quindi, opportuno che i firmatari dell’accordo intersindacale precisassero chiaramente e puntualmente quali parti dell’ACN siano, a loro parere, considerate “immodificabili” (punteggi?) e quali “modificabili” al fine di poter valutare non solo il “contenitore” ma anche il “contenuto” e verificare che il “pacchetto completo” non si riveli essere un “pacco” indirizzato verso la Commistione”.
Tra i tanti dubbi, che ci sentiamo di condividere, quel preciso interrogativo “punteggi”, posto tra parentesi, attende risposta, che ora più che mai ci pare dovuta, anche grazie alle competenze e le assolute certezze dimostrate in questa delicata fase dai sindacati.
In poche parole, esemplificando per i non esperti, noi altri ci chiediamo se l’obiettivo previsto nell’accordo intersindacale abbia tenuto conto della formulazione di nuove graduatorie, soppiantando le famose tutele previste con i decreti bloccaliste e priorità, che ci sembra potrebbero essere vanificati per la nuova realtà lavorativa in contesti finora non previsti.
Ci pare lecito, dopo i celebri fatti dell’ultimo bando promulgato per l’arruolamento dei medici esterni, capire con quali presupposti saranno attribuiti i punteggi, per evitare una Caporetto della categoria, che sperava di aver trovato finalmente una soluzione dopo tanto patire, invece di essere vittima della conflittualità. Se non difendiamo il nostro lavoro, liberandoci dalle facili promesse, tutto andrà a catafascio e ci divideremo ulteriormente tra quelli che diranno la tanto attesa legge era sbagliata e quelli che diranno la legge è stata sabotata, sbagliando entrambi ovviamente perché non v’è nessun luogo di sperimentazione in ciò che qualche paladino auspica, a danno di vittime innocenti.
Attendiamo indicazioni dagli illuminati, visto che noi restiamo i soliti romantici.

Questo articolo ha un commento
I soliti romantici non mangiano, o mangiano solo e sempre i soliti….., che stanno già mangiando a piene ganasce e non voogliono pensare a chi muore di fame….