di Costantino Sais*
Come risaputo, negli anziani prevalgono i ricordi passati rispetto ai presenti.
Ebbene a me, con la sessantina ormai alle spalle, durante le lunghe giornate
passate nell’attesa di una misera visita che non arriva mai, sovviene spesso il
ritornello di una canzone degli anni della mia adolescenza : “Ma che colpa
abbiamo noi”.
Colpa di essere nati prima di altri colleghi e perciò di non potere ormai
essere reinseribili in altre attività lavorative?
Colpa di essere stati irretiti dalle lusinghe dell’INPS in tempi lontani e
migliori di questi?
Colpa di esserci sempre comportati nell’esercizio della nostra professione in
scienza e coscienza?
Colpa di essere stati corretti con l’INPS e con le Istituzioni, rispettando
tutte le incompatibilità del nostro contratto?
Sarebbe finalmente ora che la dirigenza INPS si mettesse una mano sulla
coscienza. Oppure è proprio la mancanza di coscienza requisito fondamentale per
fare parte dello staff dirigenziale?
* consigliere regionale ANMEFI per il Piemonte
Questo articolo ha 9 commenti
E’l’ultima che hai detto! Non hanno coscienza, mai avuta, nè ho mai creduto che l’avessero.
E’ la mancanza di coscienza dello staff dirigenziale, ha sempre preteso e sta sempre pretendendo la nostra disponibilità senza nulla in cambio, aspettando ogni tanto una visita, calpestando la nostra dignità non solo professionale, ma anche quella umana.
Concordo soprattutto con le ultime due frasi della lettera!!
Misurato e incisivo come sempre, Costantino, il discorso vale anche per me che la sessantina l’ho poco avanti, già la intravedo, ma quanto è diversa da come l’avevo immaginata, credevo di poter continuare a lavorare per mio piacere ma anche per essere di supporto a mio figlio e invece mi ritrovo ogni giorno a lottare contro un note book che fa i capricci, insensibilità, ignoranza, anche tra i nostri colleghi pure se illustri. Mi consola sapere che lottiamo in molti, non tutti ma per tutti !!!!
I dirigenti inps sono degli sfruttatori!
L’Inps ci ha sfruttati: ci ha fatto aprire una partita IVA e siamo stati sottoposti a tutti i tipi di ricatti: o fai quello che ti chiedo io o nulla,
ma….
dove erano coloro che ci dovevano tutelare come Medici ? Cioè la FNOMCEO..
dove erano coloro che dovevano tutelarci come lavoratori? i sindacati?
Eppure eravamo iscritti, pagavamo la quota….
Neppure agli inizi del secolo scorso, quando il sindacato è stato creato esisteva una simile forma di sfruttamento: lavoro 365 giorni l,anno (meno 1 mese, senza stipendio), senza certezza del lavoro, senza tutele, senza contributi,con l’obbligo di usare i loro NB anche quando erano fusi… ma sempre “a disposizione”, anzi se il telefono (nostro) non funzionava….se la macchina (nostra)era ferma rischiavi pure un “cazziatone”…perchè la visita datoriale “deve” essere fatta, magari a piedi!
La scusa era che “siamo lavoratori autonomi”, ma di che? Se non posso scegliere nulla del mio lavoro…
Insomma sarà ora, a quest’età, di raggiugere la consapevolezza che le leggi del lavoro vanno almeno rispettate, che i decreti sono fatti per dettare delle regole, che gli uomini (e le donne) hanno diritto alla loro dignità!
Non riesco piu’ a replicare,la mia mente e’ troppo occupata a cercare di produrre per portare avanti la mia famiglia essendo monoreddito…certo non mi sarei mai aspettata a 56 di dover elemosinare lavoro seppur precario.Non solo ci tengono sulla corda ,ma siamo obbligati a rispettare i loro vincoli che,nel mio caso non mi permettono di fare sostituzione di guardia medica non lontano da casa.Assurdo,tutto è molto,troppo assurdo!
Brava Rossella è proprio cosi’se non riuscivamo a fare una visita sembrava che cascasse il mondo e poi una serie di ricatti se non riducevamo le prognosi . Nella nostra sede il medico sceglieva le visite in base alla prognosi solo se erano di 20 o 30 giorni ce le assegnava e cosi’ non era possible ridurle; mai un’influenza , una allergia ……solo fratture , lombosciatalgie e SAD. Per anni è andata avanti cosi’, il nostro lavoro ed i nostri sacrifici mai sono stati riconosciuti e forse mai lo saranno .
Ed ora ci dicono che siccome eravamo liberi professionisti non avevamo obblighi…………ma ci facciamo il piacere!!!
E pensare che cinque anni fa ho rifiutato un incarico a tempo indeterminato per la medicina dei servizi per non incorrere in incopatibilità ! Allora pensai :oramai lavoro per l’INPS, lo faccio da tanto tempo, con impegno e correttezza.Perchè cambiare ? Avevo in mente di continuare su quella strada fino a che le mie energie me lo avessero permesso. Ora è tutto diverso. Buttati via come cose inutili, senza alcun rispetto. Ma lasciarsi andare o rimpiangere ciò che si sarebbe potuto fare o non fare non porta a nulla.La mia vita è stata una buona palestra e mi ha insegnato a lottare. Non dobbiamo mai arrenderci affinchè le ingiustizie non trionfino mai. Mai vittime, sempre combattenti, fino all’ultimo.