Le proposte dell’Inps guidato da Tito Boeri andrebbero sostenute pancia a terra

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Speriamo veramente che le proposte normative dell’Inps dirette a migliorare la struttura del sistema di previdenza e assistenza non facciano la fine – lettera morta – di quelle del commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Il rapporto Inps – dal titolo significativo “Non per cassa, ma per equità” – dovrebbe essere letto (qui) da tutti gli italiani, anche se Tullio De Mauro sostiene che solo il 20% è in grado di capire quello che legge.

Le proposte della nuova gestione Boeri sono volte a impattare su due variabili chiave: l’aumento della povertà di chi è vicino al pensionamento (over 55) e il livello insostenibile della disoccupazione giovanile. E’ necessario a) ridurre le iniquità generate da decenni di provvedimenti pensionistici gestiti solo a fini clientelari, e b) abbassare il debito implicito sul groppone delle giovani generazioni. Una volta scomparso Ugo La Malfa (26 marzo 1979, due giorni dopo l’infame attacco della magistratura romana alla Banca d’Italia guidata da Paolo Baffi), nessun politico ha mai posto la domanda “Chi paga?” a fronte di misure pensionistiche clamorosamente insostenibili (baby pensioni, pensioni di anzianità, gestioni speciali…).

Siamo passati da una gestione Inps opaca ed immobile ad una trasparente e dinamica. Ricordiamo che fino a qualche tempo fa il presidente dell’Inps era Antonio Mastrapasqua, il quale mentre gestiva l’Inps aveva al contempo altri 30 incarichi, ed alcuni…

 

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