Le disponibilità pretese dall’INPS debbono in qualche modo essere remunerate

In merito ai criteri di  suddivisione ed ai parametri adottati come conseguenti alla mission dell’INPS,  sono perfettamente consapevole che il compito dell’Istituto sia “il controllo dello stato di salute dei lavoratori e la prevenzione dell’assenteismo e degli abusi”  e  non l’esclusiva equa ripartizione delle visite fra i Medici di Lista per  farci lavorare  e darci un reddito, tuttavia mi permetto di insistere sulla necessità di chiedere, con tutta la forza sindacale che è possibile, che alcune proposte vengano considerate e condivise.

Le  disponibilità pretese dall’INPS,  che diverranno ancora più soffocanti con l’entrata in funzione di SAVIO, le ore di reperibilità giornaliera dedicate debbono in qualche modo essere remunerate.   L’INPS deve essere portato dai Sindacati a recepire tale concetto nel rispetto di quei carichi minimi indicati dalla  normativa vigente (D.M. 1996).  Capisco le  perplessità nel temere di sindacare proposte che,con l’attuale budget e normativa,  potrebbero apparire poco ricevibili, ma un tentativo penso sia dovuto.  L’INPS ha già modificato dal 1 marzo i criteri di assegnazione delle V.M.C., ma le percentuali delle V.M.C sui certificati  possono ancora essere forzate nelle singole sedi fino ad arrivare a tali minimi garantiti.  Per rendere omogenee il più possibile tali percentuali di controlli fra le Sedi ben venga quanto già proposto da FIMMG: “possibilità di spostamento, a domanda, nelle zone vicine carenti ai fini di una distribuzione equa delle visite ai Medici sul territorio”.
L’equa distribuzione delle visite non può infatti prescindere dalla equa distribuzione dei Medici sul territorio.
Metterei  quindi sul tavolo nella trattativa, se legalmente attuabile,  “la possibilità,  a domanda dei Medici di lista,  di domiciliarsi presso la Sede dell’INPS per cui lavorano”.  Tale scelta, a fronte di una riduzione dei rimborsi Km riconosciuti dal D.M. 2008,  comporterebbe due immediati benefici:
– faciliterebbe la necessaria distribuzione omogenea dei Medici sul territorio,  con spostamenti verso sedi limitrofe ove pervengono più numerosi i certificati di malattia:
– vanificherebbe quell’effetto negativo che SAVIO verosimilmente introdurrà attribuendo le
V.M.C. in base al C.A.P. del Medico col risultato di far lavorare sempre meno i Medici che abitano fuori città-sede.
In  tale necessaria equa distribuzione delle V.M.C.  non dovranno ovviamente essere conteggiate le visite datoriali,  la cui richiesta non è prevedibile né gestibile, in quanto legata a  situazioni territoriali ed economiche variabilissime.

Luciano Di Luca

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