La Medicina Fiscale dopo l’ACN: una nuova dignità professionale per i medici di controllo

di Maria Parisi

 

Preceduto da un lungo percorso ultradecennale, in data 11 ottobre 2022 i sindacati più rappresentativi della categoria e l’Inps hanno sottoscritto l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) che disciplina i rapporti tra i medici fiscali e l’Ente ed ha  segnato una svolta fondamentale per l’attività lavorativa dei medici di controllo Inps.

Il medico fiscale svolge un’attività libero professionale, modalità necessaria per il ruolo di terzietà che gli compete, con contratto a tempo indeterminato per tutte le funzioni di accertamento medico legale inerenti l’assenza dal lavoro per malattia dei lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici.

Per la prima volta la normativa vigente fa esplicito riferimento alla Medicina Fiscale, attribuendo una dignità professionale specifica alla complessa materia delle visite mediche di controllo domiciliare.

Di pari importanza, la convenzione prevede la partecipazione attiva dei sindacati di categoria, formalmente accreditati quali componenti delle delegazioni trattanti, nella contrattazione come nella  tutela e rappresentanza dei medici convenzionati Inps.

L’attuale  Accordo si pone gli obiettivi di:

razionalizzare e ottimizzare il sistema degli accertamenti medico legali sui lavoratori assenti per malattia;

uniformare e migliorare l’efficienza del sistema dei suddetti accertamenti, nonché incrementarne il numero, nei limiti delle risorse assegnate;

migliorare la distribuzione e la copertura territoriale degli accertamenti;

utilizzare al meglio le risorse finanziarie specificamente assegnate dalla legge e ridurre i costi, anche in ragione di una ottimale dislocazione dei medici fiscali e del contenimento dei rimborsi e delle indennità chilometriche;

assegnare gli incarichi ai medici fiscali;

disciplinare le attività ambulatoriali inerenti alle medesime funzioni.

A distanza di tre anni dall’inizio della convenzione, è evidente che non tutti i traguardi prefissati sono stati raggiunti, soprattutto per quanto riguarda i primi tre punti. Uno degli ostacoli principali è rappresentato dalla carenza di medici fiscali, che  determina difficoltà oggettive nel migliorare la distribuzione e la copertura territoriale degli accertamenti. Le cause sono  in parte attribuibili alla carenza generale dei sanitari, in parte alle numerose incompatibilità lavorative e al limite di età previsti nell’ACN.

Alcune soluzioni sono già state trovate. Recentemente le sigle sindacali hanno ottenuto di poter prolungare l’età lavorativa dei medici fiscali fino a 72 anni, su base volontaria.

L’Ente, inoltre, con la pubblicazione di bandi extra ACN ha riconosciuto come eccessivamente penalizzanti le attuali incompatibilità, eliminandone alcune per favorire l’arrivo di nuove risorse, linfa vitale per garantire un adeguato ed efficace servizio.

Agire sul programma di assegnazione delle visite di controllo in modo concreto e rispondente agli obiettivi, permetterebbe di aumentare il numero e l’efficacia dei controlli, senza perdere di vista il contenimento delle indennità chilometriche.

Un altro punto sul quale si deve ancora raggiungere un’intesa con l’Inps è la regolamentazione delle attività ambulatoriali,  svolte soltanto in alcune sedi del territorio italiano e con modalità non univoche, in particolare per quanto riguarda l’impegno orario.

Possiamo concludere affermando che i presupposti per un inquadramento moderno e tutelante del medico di controllo e della medicina fiscale sono stati costituiti. I passi successivi riguardano ottimizzare la qualità di un lavoro che richiede non soltanto competenze professionali, ma anche sensibilità , empatia e capacità di gestire qualunque situazione si presenti al domicilio dei pazienti.

Condividi questo post

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.