Interrogazione Lenzi-Maestri al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

MAESTRI e LENZI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere –

premesso che:

il comma 108 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità

2013), ha previsto che gli enti pubblici di previdenza e assistenza sociale adottino

interventi di razionalizzazione per la riduzione delle proprie spese, in modo da conseguire,

a partire dal 2013, risparmi aggiuntivi non inferiori a 300 milioni di euro annui;

in virtù di tale norma di legge, l’INPS, a decorrere dal 2 maggio 2013, ha disposto

prima la riduzione e poi la sospensione delle visite mediche di controllo domiciliare

disposte d’ufficio dall’ente, lasciando operative solo quelle richieste dai datori di lavoro.

Tale decisione ha comportato la sospensione dei rapporto di collaborazione di natura

libero-professionale (articolo 6 del decreto 18 aprile 1996) per circa 1.400 medici

assegnati alle attività di controllo d’ufficio delle assenze per malattia;

ogni anno l’INPS spende oltre 2 miliardi di euro per l’indennità di malattia e circa 50

milioni di euro per le visite mediche di controllo d’ufficio, in gran parte recuperati attraverso

le sanzioni per le assenze a visita, le riduzioni prognostiche e le irreperibilità al domicilio

dichiarato;

dal 2013 l’INPS dispone di un budget di soli 12 milioni di euro per le visite di controllo

che può comportare solamente una media di 5 visite d’ufficio al mese per medico rispetto

alle 21 previste in precedenza;

i recenti fatti di cronaca hanno riportato all’attenzione pubblica la proposta, condivisa

anche nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’organizzazione dell’attività

dei medici che svolgono gli accertamenti sanitari per verificare lo stato di salute del

dipendente assente per malattia, approvato dalla XII Commissione affari sociali della

Camera dei deputati, di istituire presso l’INPS un polo unico per l’effettuazione delle visite

di accertamento medico legale che assommasse a se le competenze oggi ripartite tra

INPS e aziende sanitarie locali, in particolare per quanto attiene le visite di controllo ai

dipendenti della pubblica amministrazione;

tale ipotesi consentirebbe un significativo risparmio di risorse per gli istituti preposti e

un sicuro efficientamento dell’attività di controllo. Essa consentirebbe inoltre procedere alla

riorganizzazione dell’attività di medicina fiscale, andando incontro all’esigenza di dare

certezze ai suddetti rapporti di lavoro, anche per l’indubbio interesse pubblico di garantire

che coloro che svolgono funzioni di controllo possano farlo senza timori –:

quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato circa la costituzione di un polo

unico per l’effettuazione delle visite di accertamento medico legale presso l’INPS.

(5-04574)

 

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