Il Polo Unico è legge dello Stato. Immagino che qualcuno, passando casualmente su questo blog ed avendo letto “Una scia lunga 12 anni” si sarebbe aspettato, dopo la votazione definitiva al DDL di Riforma della Pubblica Amministrazione, manifestazioni di giubilo da parte di chi, per tanti anni, ha coltivato questo progetto. Ed in effetti per tanti anni ho sognato questo giorno cercando di immaginare cosa avrei fatto all’annuncio dell’approvazione della Legge: dal bagno di champagne come un pilota di formula 1 al pellegrinaggio alla Madonna di Pompei promesso ad un amico con cui per tutti questi anni ho condiviso il sogno. Ed invece proprio in questo giorno non ci siamo neanche sentiti al telefono: il 29 aprile del 2003 ha logorato tutto, anche taluni rapporti interpersonali…
leggi qui l’articolo:
http://polounico.esy.es/blog/post-in-evidenza/polo-unico-legge-dello/
Questo articolo ha 3 commenti
quanto hai scritto, caro Silvio, lascia l’amaro in bocca ed una tristezza senza pari. A pagare, come al solito, sono soprattutto i monocommittenti. Non si è voluto dare sostegno alle richieste pressanti della nostra associazione, che in fondo chiedeva un minimo per poter sopravvivere, chiedendolo per chi fa solo questo ed ha servito fedelmente l’Istituto.
E’ il momento della compattezza, per raggiungere i fondamentali e pressanti obbiettivi, in attesa dell’applicazione dell’articolo che ci riguarda, che speriamo non preveda i lunghi tempi da te preannunciati. Qualcuno, insensibile alle necessità che durano da troppo tempo, ha deciso di rivolgere altrove i suoi interessi e di offrire sostegno alle necessità organizzative di chi ci ha messi in questa condizione. Lo faccia, tanto il velo si è oramai squarciato. Ma sono tutti gli altri a dover restare uniti e combattere, reclamando il dovuto, con ogni mezzo.
Marcello
Carissimo Silvio, confesso che leggere le tue parole ha determinato in me stati d’animo contrastanti. Tristezza per la situazione che dal 29 aprile 2013 ci sta logorando il fisico e la mente e per la consapevolezza che qualcuno, che credevamo amico e paladino rappresentante di nobili valori, anzichè da fervente cavaliere si è comportato da ronzino o ciuccio e si è venduto e ci ha venduto ai saraceni. Angoscia perchè condivido il tuo pessimismo sui tempi di realizzazione del Polo Unico. Ma soprattutto RABBIA. Rabbia perchè le tue parole esprimono rassegnazione. La navigazione non è terminata. C’è una nave battente bandiera italiana pronta a salpare e desiderosa di accogliere un vecchio nostromo che abbia ancora voglia di difendere la propria professionalità ed abbia voglia di lottare per ottenere ciò che ci spetta di diritto. la ciurma è un pò attempata ma ha forza e volontà sufficienti per dominare le onde con i remi. Meglio galeotti che corrotti.
Maurizio
Come si fa a non condividere le amare considerazioni sopra riportate ? Che dire di più ? Per le azioni pratiche affidiamoci ai consigli dei più informati , avvocati e colleghi esperti . Se poi invece vogliamo aggiungere il sostegno gratuito della speranza , rimanendo sulla scia ( è proprio il caso di dirlo!) della metafora del viaggio di mare ci andiamo a rileggere in sequenza le splendide poesie di Nazim Hikmet ” Il più bello dei mari” e di Kostantinos Kavafis ” Itaca”. La meta da raggiungere è sempre molto lontana , fatta di peregrinazioni infinite e dopo esservi approdati, partire di nuovo rinunciando sempre a qualcosa, da dimenticare , di mai vissuto o di mai navigato , come il più bello dei mari appunto.