I medici fiscali hanno perso la pazienza!

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I medici fiscali hanno perso la pazienza

 Annalisa Sette, presidente dell’Associazione Nazionale Medici Fiscali, alza la voce contro una manovra iniqua che ha colpito duramente i medici fiscali INPS

 

I medici fiscali sono sul piede di guerra. Pronti a ritrovarsi in delegazione, a Roma e accerchiare, simbolicamente, il Palazzo del potere, dove, un anno fa, con modalità ancora poco chiare e poco ortodosse, l’INPS decretava il coma vegetativo della medicina fiscale in Italia.

Ad una anno esatto dallo sciagurato provvedimento la pazienza ha superato ogni limite. Al danno di un fallimentare gesto per l’erario pubblico, si è aggiunta nei mesi successivi la beffa del contentino distribuito a molte centinaia di medici di controllo, ai quali sono state riservate un pugno di viste mensili, giusto per ricordare loro che ancora sono in servizio.

Da 60-80-100 visite a testa si è passati a 5-10-15 visite, con un crollo degli introiti nei bilanci familiari dei medici fiscali, gettando sul lastrico quelli che svolgono solo questo lavoro anche da oltre vent’anni.

Ma il triste anniversario è anche occasione per fare il punto con la presidente dell’unica associazione di categoria, che raccoglie diverse centinaia di medici fiscali INPS, l’ANMEFI.

La collega Annalisa Sette, che si fa portavoce del disagio, ormai insopportabile degli associati e  fa il punto della situazione attraverso alcune domande.

 

Domanda ovvia ma doverosa. Qual è lo stato d’animo dei suoi soci, ad un anno dal provvedimento?

Siamo, e alcuni di noi in modo insopportabile, al limite della tenuta non solo economica ma anche psicologica.

 

Tra tutti i suoi colleghi registra situazioni particolarmente gravi?

Purtroppo mi vengono riportate situazioni estremamente penalizzanti per colleghi che, nel rispetto delle regole dettate da norme e circolari, hanno svolto il loro compito con serietà.

So per certo di umiliazioni di padri e madri che ritirano i figli dagli studi, lasciano la loro casa o vendono la nuda proprietà par far fronte alle rate del mutuo o onorare il pagamento delle tasse e del contributo unico alla nostra pensione.

 

La ripresa delle visite fiscali annunciata dall’INPS è reale o è un bluff?

La ripresa dei controlli domiciliari agli assenti per malattia è effettivamente ripresa, d’altrocanto si tratta di un dovere istituzionale dell’Istituto normato con leggi.

Purtroppo,i limiti di budget imposti all’INPS per la spending review, addotti come motivo del provvedimento, fanno sì che il servizio sia insufficiente per lo scopo di tutela del diritto alla sospensione dalla propria mansione per malattia, e rendono inefficace il procedimento informatico messo appunto da alcuni lungimiranti dirigenti, i quali hanno ben compreso che contano le giornate effettive di assenza dal lavoro, piuttosto che lo sbandierato dato del “solo 9% di riduzione sulla prognosi del curante”. Si tratta di procedure specifiche ma per dirla in modo facile poco importa se chiudo per” statistica”, il lavoratore infatti non viene tutelato nel suo diritto e chi vuole approfittare facendo pressioni sul proprio curante può ottenere un ulteriore periodo di malattia, magari congruo per motivi clinici ma non necessario rispetto al giudizio di idoneità alla specifica mansione lavorativa,criterio espresso dal medico fiduciario INPS.

 

Cosa ha fatto l’ANMEFI da Lei rappresentata per porre rimedio all’infelice provvedimento?

L’associazione nata nel maggio2013 sulla spinta di unire realtà sparse sul territorio nazionale e senza alcuna, fino ad allora, possibilità di comunicare ha messo in piedi un’organizzazione strutturata in modo tale da poter rappresentare le giuste rimostranze degli associati a tutti i livelli.

In poco meno di un anno abbiamo intrapreso un percorso legale dinanzi al TAR del Lazio, abbiamo chiesto e ottenuto,da parte dell’INPS, il riconoscimento a poter trattare ed essere interpellati, abbiamo contattato rappresentanze politiche in modo trasversale, questa è per noi una battaglia senza connotazione di parte, e cosa della massima importanza abbiamo trovato sensibilità e attenzione da parte della XII Commissione Affari Sociali della Camera, che ha avviato una indagine conoscitiva sul mondo “medicina fiscale” audendo le diverse parti in causa ( INPS, OOSS, Ministeri, Regioni e non ultima la nostra Associazione ) per poter  prospettare soluzioni o dare suggerimenti per un problema che vede noi medici incaricati stretti da vincoli pressanti stabiliti e pur tuttavia inquadrati come liberi professionisti.

 

Ce lo dica in confidenza. Ma queste visite fiscali servono o no? Quale vantaggio esiste per l’INPS e per lo Stato ad attivarle e mantenerle efficienti nel numero?

In parte ho già anticipato la risposta e comunque preciso che dall’entrata a regime del sistema medico di controllo si è potuto allineare il livello di assenteismo a quello della media europea  (dal 20% circa al 2% ca), si sono potuti segnalare episodi di infortunio sul lavoro non denunciati, malattie conseguenti a incidenti per le quali l’INPS può avviare procedure risarcitorie nei confronti delle assicurazioni, e abbiamo,credo, fornito un supporto di collaborazione ai medici di famiglia evitando pressioni improprie.

 

E la FNOMCeO? In fondo avete un senatore della Repubblica che è anche vostro presidente di tutti gli Ordini dei Medici

Il Presidente della Federazione degli Ordini, Sen. Bianco ha affrontato il problema proponendo al mondo della politica una soluzione che potesse essere risolutiva per la situazione anomala che si protrae  nell’ambito della medicina cosiddetta fiscale, purtroppo anche lui ha dovuto, a quanto risulta, fare i conti con la burocrazia. Come associazione abbiamo chiesto recentemente un nuovo incontro in FNOMCeO assieme alle OOSS e attendiamo una convocazione.

 

A parte il danno personale, a suo parere l’INPS ha fallito con questo provvedimento di ridurre drasticamente le visite fiscali? Chi se ne è avvantaggiato e chi ne paga il prezzo?

La risposta a questa domanda non può che essere di tipo soggettivo. Non ci sono dati ufficiali sull’andamento del costo delle assenze per malattia (almeno non forniti a noi ) ma è ragionevole ritenere che l’esborso sia aumentato nonostante la diminuzione del numero di lavoratori e persino che il ricorso alla malattia possa in alcuni casi sostituirsi ad ammortizzatori sociali alleggerendo il datore di lavoro e sovraccaricando l’INPS e quindi la collettività.

 

Però l’INPS ha dichiarato che voi medici fiscali non servite, avendo raggiunto solo il 9% delle chiusure dei certificati. E’ vero?

Sì è vero e ciò è avvenuto,secondo me, per una errata strategia di difesa. L’Istituto avrebbe dovuto chiamare i diretti interessati tramite i loro rappresentanti per analizzare il problema e cercare soluzioni. Siamo tutti sufficientemente informati per sapere che occorrono sacrifici ma è altrettanto vero che è fondamentale essere partecipi e non venir considerati come “il male minore”. Direi che,forse, è stata inattesa la reazione su più fronti della categoria che esiste nei fatti e nella pratica quotidiana ma che o viene ignorata o al più mal vista.

 

Mi par di capire che lavorate pochi giorni al mese. E negli altri 20-25 giorni siete liberi di andare al mare o di fare altro?

A noi viene richiesta la disponibilità tutti i giorni festivi compresi, per una distribuzione del lavoro decisa dall’INPS secondo le sue esigenze e quelle dei datori di lavoro. Certo nell’ultimo anno,stagione permettendo, qualcuno ha guardato il mare e qualcun altro si è guardato, inutilmente, intorno per cercare risposte alla necessità di pane quotidiano.

  

Secondo Lei la tutela del medico fiscale INPS chi dovrebbe attuarla? Spera forse che l’opinione pubblica o l’uomo della strada sebbene lavoratore possa sostenervi nella denuncia che andate facendo ad un anno di distanza? 

Ci piacerebbe che si potesse condividere il nostro problema con l’opinione pubblica, come ho detto collaboriamo al rispetto dei diritti dei lavoratori e all’uso proprio della malattia e credo in modo efficace ed efficiente,ovviamente nemmeno tra noi esiste la perfezione. Un dato è certo,nonostante ripetute sollecitazioni ai mezzi di informazione, abbiamo ottenuto una scarsissima considerazione se non da alcune testate on line.

 

In questo momento prevale l’indignazione, la delusione o la speranza? Avverte più l’adeguamento allo stato attuale o la voglia di riscatto?

Siamo fortemente indignati ma non ci lasciamo accecare dalla rabbia e vogliamo continuare a tenere al centro ben visibile, il bersaglio: il NOSTRO LAVORO e la NOSTRA DIGNITA’.

 

 

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Questo articolo ha 14 commenti

  1. Albarosa Schettini

    condivido pienamente

  2. camilla guarnieri

    Anche io condivido pienamente

  3. ROSARIA CANNIO

    CONDIVIDO. QUESTO E’ IL NOSTRO STATO D’ANIMO

  4. Maria Teresa

    Condivido ogni parola scritta dalla nostra Presidente.
    Questa è la nostra situazione.
    Questo è il nostro stato d’animo che peggiora di giorno in giorno!
    Grazie Presidente.

  5. Costantino Sais

    Annalisa complimenti per la chiarezza espositiva

  6. Massimo bizzarri

    Oggi ho chiamato un collega per sapere se fosse venuto a Roma il 30 aprile .
    Mi sono sentito rispondere che non può partecipare perchè non ha disponibilità economiche
    mi ha comunque assicurato l’astenzione ad eseguire visite
    Non abbiamo più sostegno economico ma manteniamo almeno la Nostra dignità
    Chiedo ad Annalisa come mai nel forum della fimmg non si parla di questa manifestazione
    Comunque vada Forza Anmefi.

  7. antonio cntonze

    La situazione è drammatica. Il silenzio della classe dirigente è oltremodo offensivo.

  8. Giovanna Pieraccini

    Grazie Annalisa per l’impegno che stai mettendo per risolvere la nostra causa e grazie anche ai consiglieri

  9. Maria Delfino

    condivido pienamente

  10. Tiziana Gremoli

    Condivido la precisa analisi di Annalisa e lo stato d’animo di tutti e mi auguro vivamente che il 30 aprile, a prescindere dalle sigle sindacali, ci si ritrovi tutti uniti a chiedere di riavere il nostro lavoro e la nostra dignità. Tiziana

  11. pasqualina

    vorrei ricordare che i MEDICI addetti al controllo di lavoratori assenti per malattia delle liste speciali del 1986 non avevano come unico fine chiudere prognosi!

  12. Taraso Vilma

    condivido totalmente

  13. Giovanni Maisano

    Ok…..andiamo avanti

  14. VINCENZO NESTA

    Piena condivisione su tutto !

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