Gran fermento in queste settimane tra i medici fiscali INPS, in trepidante attesa per le novità che potrebbe apportare il disegno di legge sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione in corso di esame alla Camera dei Deputati (atto C.3098), in cui il rappresentante del Governo ha proposto un emendamento per l’unificazione del servizio della medicina fiscale, con l’obbligo da parte dell’INPS di utilizzare in via prioritaria i medici delle liste speciali ad esaurimento.
In verità sono tante le tutele che si sono susseguite negli anni per questi professionisti, creando di fatto la figura del “medico fiscale”, che da sempre è al fianco dello Stato nel suo delicato ed insostituibile ruolo.
Si parte dal decreto legge n. 463 del 1983, che stabilisce che l’INPS, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo dei lavoratori, istituisca liste speciali di medici, con a seguire una serie di decreti del Ministero del Lavoro (decreto ministeriale 15 luglio 1986 – disciplina delle visite mediche di controllo; decreto 18 aprile 1996 – graduatoria provinciale, conferimento dell’incarico e definizione delle liste speciali; decreto 12 ottobre 2000 – conferma dei medici delle liste speciali; decreto 8 maggio 2008 – conferma della vigente disciplina delle visite mediche di controllo).
Nel 2013, con il decreto-legge n. 101, si sono trasformate le liste speciali in liste ad esaurimento, nelle quali sono stati confermati i medici già inseriti alla data del 31 dicembre 2007, e ha vincolato l’INPS ad avvalersi, in via prioritaria, dei medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento.
Come se non bastasse la Commissione Affari Sociali della Camera, nel documento conclusivo approvato il 27 maggio 2014, al termine dell’indagine conoscitiva sull’attività dei medici di controllo INPS, ha ribadito l’utilità della medicina fiscale e la necessità di garantire stabilità lavorativa ai medici fiscali.
L’insieme delle tutele però, da qualche mese in qua, appare minacciato da una possibile confluenza dei professionisti in un ipotetico “contenitore unico”, che sembra stia a cuore ad alcune sigle sindacali.
Auspicata in un documento unitario intersindacale, la commistione delle mansioni in tale contenitore sembrerebbe giustificare il raggiungimento di un ragionevole monte ore settimanale. L’ipotetico contratto pare riferirsi al SUMAI che autorevoli fonti (INPS; FNOMCEO ed altri) considerano irrealizzabile. Esiste dall’altra parte una bozza contrattuale, redatta da giurisperiti tra i più quotati, a cura e a spese dell’associazione ANMEFI che si propone come il primo passo, serio, di iniziare un confronto con le parti in causa.
In questo marasma di progetti poco o niente chiari, con piani A-B e C, in apparenza volti tutti a difendere la medicina fiscale, ecco che la più rappresentativa di quelle sigle sindacali, la FIMMG “settore medici fiscali INPS”, improvvisamente cessa di esistere nella dizione originaria, mutando
in FIMMG “medici INPS” (vedi home page del suo sito). Questa affatto timida operazione ci è stata palesata da un collega medico fiscale, turbato dalle esplicitazioni di un messaggio a sostegno della nuova denominazione in cui saranno inglobati i medici fiscali, quelli interni ed esterni, così da aversi un’unica figura che possa e debba fare di tutto nel contesto INPS.
Il calderone ipotizzato e in più riprese arrangiato, sperato, difeso dai proponenti, giunge infine alla consacrazione.
E’ auspicabile una presa di coscienza delle altre consorelle dell’accordo intersindacale, alla luce della impraticabilità di un contratto SUMAI e del pretestuoso esercizio di raggiungimento del monte ore settimanale, che non ci imbarazza come problema in un contratto a reperibilità oraria tutto compreso (tragitti, visite, aggiornamenti ed altre pratiche attinenti).
Al contrario, questo accordo sulla nascita del medico polivalente non si avvede del nome proprio di un “polo legale”, che per definizione evolverà rapidamente nella sua specificità e specialità e senza alcuna garanzia di un completamento del nostro ciclo lavorativo.
Le nuove risorse, che potrebbero arrivare dal cosiddetto Polo Unico, vincolate per intenzione di legge alla medicina fiscale, con il bloccaliste e Priorità, sarebbero definitivamente scavalcate dalla nascita del medico polifunzionale, avvilite da bandi e arruolamenti a breve termine, con rischi certi nel veloce futuro di chi sarà graziato la prima volta.
Ma quand’anche si volesse snaturare la chiara missione del professionista, nel suo ruolo di terzietà e di equidistanza dai principali attori di questo pubblico servizio, ecco che la FIMMG e quanti la stanno sostenendo trascurano che le visite fiscali devono essere effettuate esclusivamente dai medici delle liste speciali (i medici esterni del bando, medici specialisti ma non iscritti nelle liste speciali non possono quindi effettuare le visite fiscali).
Il loro comportamento di fatto disconosce la graduatoria provinciale per accedere alle liste speciali, in vigore sin dal 1996, dimenticando che l’INPS, per l’espletamento delle visite fiscali, deve avvalersi in via prioritaria dei medici iscritti nelle liste speciali (di cui al comma 10-bis articolo 4 del decreto-legge n. 101 del 2013, come modificato dal comma 340 della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013),
Alla luce di questo forse lungo excursus, si spera di aver chiaramente informato i colleghi medici fiscali del grave rischio che si sta correndo di scomparire per sempre come categoria e l’inevitabile trasformarsi di un nobile lavoro in mansione abortita e residuale.
Colleghi restiamo uniti e lottiamo con ogni forza! La nostra associazione, legittimata da una contrattazione libero-professionale, ha il diritto-dovere di avvalersi della propria rappresentatività e lottare per impedire di cadere nella trappola che viene tesa a noi e alle nostre famiglie.

Questo articolo ha 3 commenti
Condivido le votre preoccupazioni
Ben detto!
è assurdo tutto questo dopo 27 anni di lavoro all’inps che ci ha mantenuti nel precariato senza darci la possibilità di avere altri sbocchi, quando ci si avvia verso la fine di una carriera di medico che non si può identificare perchè non ha mai avuto un suo ruolo vero e definito, stiamo ancora sospesi ad un filo,continuano le umiliazioni, siamo ancora qui ad elemosinare il lavoro senza sapere che fine faremo. Che tristezza, quanto squallore e quanto è doloroso vedersi calpestare la propria dignità!