In riferimento all’articolo di ieri su questo sito, concernente gli algoritmi e la loro corretta applicabilità, abbiamo ricevuto un commento che ci è parso utile trasformare in una nota che dia risalto a quanto il collega segnala. Ringraziamo l’autore, nostro collega e regionale ANMEFI Pantaleo Mele.
L’algoritmo perverso fa sì che un collega alle h 9:30 si veda attribuire tre visite in tre contrade vaste e sperdute in un territorio della Valle d’Itria. Preso dalla urgenza di recarsi sul posto, a causa della pioggia, delle stradine tortuose e forse da una velocità non adeguata, “raddrizza” una curva e dopo qualche ribaltamento si ritrova con fratture multiple e l’auto con gravi danni.
Prima dell’entrata in funzione dell’applicativo intelligente, gli operatori di sede evitavano di assegnare nella stessa fascia più indirizzi che comportavano un disagio per il medico di controllo, ma questo è il buon senso che un programma non possiede.
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Il principio della rana bollita (di Noam Chomsky)
Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana
Il fuoco e’ acceso sotto la pentola ,l’acqua si riscalda pian piano Presto diventa tiepida La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotareLa temperatura sale Adesso l’acqua e’ calda Un po’ più di quanto la rana non apprezzi Si stanca un po’ ,tuttavia non si spaventa L’acqua adesso e’ davvero troppo calda La rana la trova molto sgradevole , ma si è indebolita ,non ha la forza di reagire Intanto la temperatura sale ancora , fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente morta bollita
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50 gradi avrebbe dato un forte colpo di zampa ,sarebbe balzata subito fuori dal pentolone