Dottnet| Investigatori privati e controllo dello stato di malattia dei lavoratori

Il jobs act con l’articolo 23 del D.L.gs. n. 151/2015 ha modificato l’articolo 4 della Legge n.300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori).

L’intervento riformatore dell’articolo 23 entra nel dibattito giurisprudenziale in merito alla casistica del controllo “difensivo” a distanza. Tale nozione si è adeguata ed estesa a sempre più sofisticate tecnologie di controllo e gli ultimi indirizzi giurisprudenziali hanno accolto la legittimità del controllo “difensivo occulto”, attraverso agenzie investigative, anche fuori dall’orario di lavoro per accertare la non sussistenza di una patologia medica certificata.

La naturale conseguenza di questa nuova frontiera del diritto del lavoro, coinvolge l’utilizzo di strumenti tecnologici ed informatici sempre più elaborati ed assiste alla nascita di attitudini investigative per mezzo di agenzie private accreditate e pubblicizzate a questo scopo.

Con la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 17113 del 16 agosto 2016 i Giudici sono tornati sulla questione riguardo la liceità dell’investigazione commissionata dal datore di lavoro, al fine di dimostrare, con la premessa del “dubbio ragionevole”, l’insussistenza dello stato di infermità del lavoratore supportata dal certificato medico.

La Dottoressa Giuliana Tasca, medico di controllo INPS e consigliera del Direttivo ANMEFI (Associazione Nazionale dei Medici Fiscali) avanza delle considerazioni sui limiti del metodo in esame, già patrimonio delle sentenze e osa un approfondimento su altrettante precauzioni di natura medico legale che potrebbero intervenire nello sviluppo del giudizio di merito.

Leggi l’articolo:

http://www.dottnet.it/articolo/19288/investigatori-privati-e-controllo-dello-stato-di-malattia-dei-lavorato/

 

 

 

Condividi questo post

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.