«Il mio giudizio, di medico, sulla sentenza di Cassazione che consente alla testimonianza di un detective di scavalcare il certificato del medico curante è sostanzialmente negativo». Claudio Palombi, presidente dell’Associazione nazionale medici fiscali-Anmefi, da giugno entrata nel novero delle società scientifiche accreditate Fism, non trova confrontabili le due situazioni, il medico fiscale in particolare indaga il solo ambito medico e nel suo sopralluogo effettua un’istantanea del paziente, mentre il detective attiva un monitoraggio protratto nel tempo. Inoltre la visita del medico fiscale è figlia di un ordinamento incentrato sullo statuto dei lavoratori del ’70 in cui il rapporto datore di lavoro-lavoratore è fiduciario, figlio di una condivisione di valori e obiettivi: noi siamo inviati innanzi tutto a tutela del lavoratore e del suo stato di salute.
E spesso vediamo quel lavoratore a casa in tempi ridotti all’osso, in un contesto dove può assumere atteggiamenti di difesa e dove sulla base di soli ed eventuali riscontri strumentali dobbiamo prendere una decisione richiedente abilità, scienza e perizia …
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