ASL e visite fiscali

di Matteo Murano

Non mi risulta che alcuna Regione inserisca le visite fiscali all’interno dei L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza), che, in quanto “essenziali”, dovrebbero essere “sempre garantiti”, mentre (quasi?) tutte le AA.SS.LL. evadono, di prassi, solo una piccola percentuale di tutte le visite fiscali richieste.

Il Servizio di Medicina Fiscale delle AA.SS.LL. quasi sempre non ha alcun contatto con il Servizio di Medicina Legale (es. medici della Medicina dei Servizi).

Il D.M. 8 gennaio 1985 prevede, al comma 7, che: “Qualora il lavoratore non accetti l’esito della visita di controllo deve eccepirlo, seduta stante, al medico, che avrà cura di annotarlo sul referto. In tal caso il giudizio definitivo spetta al capo del servizio medico legale della unità sanitaria locale.”

Non mi risulta che alcuna A.S.L. applichi tale norma e che i medici A.S.L. che eseguono le visite fiscali ne siano a conoscenza, molto spesso gli stessi dirigenti A.S.L. non ne sono a conoscenza e se, per caso, la conoscono, si guardano bene dal comunicarla ai medici che eseguono le visite fiscali.
Oltre tutto per i medici della Medicina dei Servizi la cosa sarebbe molto complicata non avendo alcun rapporto con il Servizio di Medicina Legale.

Il servizio è certamente “indipendente” in quanto i referti delle visite fiscali non vengono controllati da nessuno.

I costi sono certamente concorrenziali con quelli dell’INPS ma il rapporto costi/benefici certamente no. Ai bassi costi corrisponde un servizio molto, ma molto, meno efficiente di quello dell’INPS (e non voglio aggiungere altro).

-Costi controllati; E benefici quasi nulli;
-Diffusione dei Servizi; Ammesso, e non concesso, che sia vero, che importanza ha nel momento in cui le visite non vengono evase di prassi?
-Facile accessibilità per Enti Pubblici e Privati. E’ molto più facile quello dell’INPS.

Nessuna A.S.L. considera di alcuna importanza il Servizio di Medicina Fiscale che è, di fatto, considerato l’ultimo dei Servizi a cui nessuno dà la minima importanza e non c’è mai stato il minimo impegno da parte di nessuno per migliorarlo. Perchè dovrebbero farlo adesso?.

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Questo articolo ha 5 commenti

  1. Annalisa Sette

    Infatti le AASSLL non vogliono caricarsi l’onere del lavoro, contano sulla sistemazione dei colleghi che lo hanno svolto in qualche modo, certo non come noi, e provano a compiere una manipolazione tipica dei politici circa la cifra destinata al servizio.
    Dobbiamo sperare che l’indagine della commissione affari sociali e, se c’è ancora, la politica per la cosa pubblica riescano a dare la giusta luce sul palco di questa “sceneggiata” che, e stavolta a proposito, ahi noi !!! ci vede interpreti principali finalmente anche con la nostra voce.

  2. antonio centonze

    Se l’indirizzo del Governo Renzi è quello di rendere più efficientI i servizi, armonizzare la spesa pubblica, restituire il Lavoro, rendere la “giustizia sociale” un caposaldo del suo operato, perché non dà una sbirciatina anche a ciò che accade da decenni nell’ambito della Medicina di Controllo?
    Il commento del collega Matteo è puntuale nel porre le differenze tra Medicina Fiscale Asl e Medicina Fiscale Inps. Ha ragione nel sottolineare il rapporto costi/benefici FALLIMENTARE nelle AASSLL.
    Egregio Presidente Renzi, Egregio Ministro del Lavoro Poletti, attendiamo risposte rapide alla questione che è di rilevanza nazionale, per il numero di Lavoratori, decine di milioni di Lavoratori interessati dalla MEDICINA DI CONTROLLO.

  3. annalisa

    per Renzi meglio twitter ?

    1. medicifiscali

      ieri ho mandato due twitter a Renzi, mentre era in linea con i cittadini, chiedendo se sapeva che l’INPS ha quasi licenziato 1400 medici fiscali e che l’assenteismo sta crescendo a dismisura. Nessuna risposta

  4. Fedele

    Complimenti per l’articolo. Molto interessante. Continuate così

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