Azioni di ANMEFI intraprese per smuovere il blocco/riduzione delle visite fiscali.
3 ottobre 2013. Ricorso al TAR
Non essendosi avuto nessun provvedimento per rimuovere l’evidente stato di sofferenza della categoria, 218 soci dell’ANMEFI sono ricorsi, a loro spese, al TAR del Lazio per l’annullamento, previa sospensione del messaggio n. 009939 del 19.6.2013 del Direttore Generale dell’INPS avente ad oggetto: “Ripresa dell’attività di assegnazione delle visite mediche di controllo disposte d’iniziativa dell’Istituto”, particolarmente nella parte in cui prevede la riduzione del numero di visite disposte d’ufficio dall’INPS distribuite su tutto il territorio nazionale, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi: – la nota INPS prot. n. 0016298 del 13.9.2013 emessa in risposta alla diffida notificata dai ricorrenti; – tutti i provvedimenti, di estremi ignoti, con i quali – a quel che è dato sapere – è stata stabilita l’entità del suddetto contingentamento in misura tale da ridurre il numero di visite disposte d’ufficio dall’INPS a circa 100.000 per l’anno 2013 a fronte delle oltre 900.000 dell’anno precedente a causa della riduzione del budget stanziato a tale scopo; ivi compresa la nota del Direttore Generale dell’INPS del 1.10.2013 prot. 0007854 avente ad oggetto “la sospensione della procedura per l’assegnazione delle visite mediche di controllo domiciliare”.
Il ricorso, per il cui esito il TAR del Lazio ancora non si è pronunciato, mirava altresì ad accertare i danni subiti dai ricorrenti a causa dei provvedimenti impugnati e comunque a seguito del comportamento dell’Istituto intimato consistente nell’aver dapprima sospeso e quindi poi ripristinato con fortissima riduzione le visite mediche di controllo disposte d’iniziativa dell’Istituto medesimo, il che ha determinato il venire meno per i ricorrenti della loro attività professionale e quindi del reddito da essa derivante.