Aiuto, arriva il Natale!!!

fabio

Sicilia, terra di tradizioni antiche che, nel periodo di Natale, riemergono prepotenti e immutate.

Questo perché qui, nella bella Trinacria, gli ingredienti per la festa Natalizia sono sempre gli stessi: i parenti, dai più vicini a quelli che non vedi mai, se non in queste occasioni; il CIBO, in quantità e varietà industriali; la tradizione, che ti porta a ripetere gli stessi riti, gli stessi gesti… perché è questo che si deve fare a Natale.

I familiari (e gli amici che si aggregano all’ultimo momento) che, durante questo periodo, riescono a ritrovarsi sotto lo stesso tetto e, soprattutto, seduti alla stessa tavola, sono quanto di più variegato possibile. Ne fanno parte nonni, zii, cugini fino al 4/5 grado di parentela, compresi bambini di tutte l’età che, allegramente, scorrazzano per casa.

La prima fase nella scenografia consta dello smantellamento del salotto per far posto a tavoli, sedie, sgabelli al fine di ottenere quella che sarà “la tavolata” dove, accalcati e scomodi, troveranno posto i commensali. E qui entra in gioco la solidarietà del popolo siculo. In funzione del numero degli invitati, la necessità di reperire tavoli e sedie che, di solito, in una famiglia tipo, 4 persone e il cane, non si hanno a sufficienza, ti martella all’improvviso. Panico! “Chiedi a zia se ha un tavolo da prestare, domanda a tua sorella se può portare sedie o sgabelli, abbiamo una tovaglia abbastanza lunga per ricoprire il tutto?”. Miracolosamente ogni cosa va a posto e si dà inizio alla “cunzata” della tavola, piatti, forchette e coltelli, fiori per abbellimento, tutto pronto per accogliere gli ospiti.

La cucina, intanto, sembra un formicaio in piena attività. Gente che corre a destra e a sinistra portando ingredienti sul posto di lavorazione, i fornelli, e asportando quello che è già pronto, per riporlo da qualche parte in attesa di tirarlo fuori al momento opportuno. Le pietanze sono tra le più disparate: antipasti di ogni tipo, rustici e di mare, olive snocciolate, carciofini e cipolline, pomodori secchi, tartine di tutti i tipi possibili e immaginabili. Poi ci sono le immancabili patatine fritte e gli snack salati, che portano sete e richiedono abbondanti beveraggi. I primi piatti, poi, sono uno spettacolo sia per la vista che per il palato: si va dall’immancabile lasagna a sette strati affogata in bidoni di besciamella, ragù con carne di maiale e uova dure, alla classica pasta al forno con dentro di tutto e di più, alle linguine alle cozze e ai frutti di mare. Per secondo, poi, c’è da sbizzarrirsi. Il Baccalà la fa da padrone ma anche arrosti di ogni tipo, carne e pesce, e le immancabili lenticchie, che portano fortuna… E poi c’è l’elemento sorpresa. E’ usanza consolidata che ognuno, in rappresentanza della propria famiglia, porti una pietanza che dovrà essere rigorosamente assaggiata pena musi lunghi per l’intero anno a venire. Per cui le varie caponate, falsomagro e crispelle si aggiungono alla già enorme lista di portate.

Un discorso a parte va fatto sulla frutta secca. Il siciliano gode nel chiacchierare mentre sbuccia arachidi, schiaccia noci e pistacchi e nocciole e, pur conscio dell’apporto di quantità invereconde di calorie, in questo contesto…non gliene può importare di meno.

I dolci rappresentano il tocco finale, cannoli e cassate, bignè e babà, oltre al classico panettone, fanno venire un attacco di iperglicemia a solo guardarli…

Se resta tempo, prima della nascita del Bambinello, altro irrinunciabile totem natalizio è la Tombola con cartelle stile anteguerra e le lenticchie per segnare i numeri. Divertimento per i più piccoli, noia mortale per chi, a questo punto, comincia a non farcela più.

Alla fine, all’approssimarsi della mezzanotte, sazi e un po’ brilli per il vino ingurgitato, corredato dai vari limoncelli e amari, si dà inizio al rito per eccellenza: l’apertura dei regali. Il banditore di turno, di solito il padrone di casa, inizia a pescare nel mucchio di pacchi, pacchettini, buste e scatolette e cerca di individuare il destinatario del dono. Segue la distruzione della carta da regalo, e il relativo “ooohh!” di meraviglia (falso ed ipocrita) alla vista del maglione, del profumo o della cravatta di turno. Solo i bambini, veri destinatari del rituale, gioiscono realmente di fronte alle varie Barbie, automobiline radiocomandate, trenini e giochini elettronici. Ma anche loro, già dal giorno dopo, rivolgeranno le loro attenzioni e desideri ad altro, in virtù di un ormai consolidato consumismo “usa-e-getta”…

E l’indomani, a pranzo… si ricomincia! Per di più, in mezzo a questa baraonda, ci si deve anche ricordare di accendere il netbook alle 9.00 e alle 14.00. Perché, anche a Natale, il Medico Fiscale LAVORA….

Eppure, nonostante tutto, eccoci qui, ad augurare a chi ci legge un

Felice Natale a tutti

Fabio

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Questo articolo ha un commento

  1. giovanni

    LAVORA….??!!! Se lavorasse sarebbe già qualcosa. Meglio dire che, nella stragrande maggioranza di casi, copre un servizio e resta disponibile gratuitamente. Un regalo per INPS, datori di lavoro e collettività. Buone feste a tutti.

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