Riproponiamo la lettera che il collega Luigi Gurreri un anno fa ha scritto al Presidente della Repubblica, cui hanno aderito 576 colleghi da tutta Italia.
Da Sciacca, il 13 giugno 2013
Oggetto : Medicina di controllo. Lettera aperta.
Ill.mo Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano,
sono Luigi Gurreri, medico, 52 anni, vivo e lavoro a Sciacca (Ag) e, da oltre 13 anni, la mia attività consiste nell’effettuare visite mediche di controllo domiciliari (le cosiddette visite fiscali) per conto dell’Inps.
Mi perdoni se oso impegnare parte del suo tempo prezioso, ma sento di doverlo fare poiché lo ritengo di vitale importanza per me, per altri circa 1400 colleghi, per le nostre famiglie.
Come probabilmente già sa, dall’inizio del mese di maggio 2013 l’Istituto nazionale della previdenza sociale ha sospeso, a tempo indeterminato, le visite mediche di controllo domiciliari disposte d’ufficio nei confronti dei lavoratori ammalati del settore privato, mantenendo il servizio solo per le poche richieste da parte dei datori di lavoro.
Considerato che il nostro rapporto di lavoro con l’Inps è di tipo libero-professionale, con retribuzione a prestazione, e considerato pure che la parte preponderante del carico lavorativo è costituita dalle visite disposte d’ufficio, l’adozione del provvedimento ha determinato, di fatto, la perdita del lavoro per circa 1400 medici di controllo, che da molti anni svolgono con continuità questo servizio, e nella maggior parte dei casi in via esclusiva.
Dopo la primitiva incredulità, trascorso già oltre un mese, sono ancora qui a pormi delle domande.
Com’è possibile, ancora mi chiedo, che la Dirigenza dell’Istituto, dovendo tagliare (è questa la motivazione ufficiale) delle voci di spesa, abbia sospeso un servizio in mancanza del quale si determinerà un aumento delle uscite complessive, ed in misura ben maggiore della spesa risparmiata ?
Com’è possibile, ancora mi chiedo, che la Dirigenza dell’Istituto, nell’adottare lo sciagurato provvedimento, abbia completamente trascurato l’aspetto occupazionale delle numerose risorse umane interessate ?
Com’è possibile, ancora mi chiedo, che la Dirigenza dell’Istituto, abbattendo la medicina di controllo, abbia con tanta leggerezza deciso di venir meno ad uno dei suoi ruoli istituzionali ?
Com’è possibile, ancora mi chiedo, che tutto questo sia accaduto dall’oggi al domani, senza alcun preavviso, senza alcuna comunicazione ufficiale ed anzi in totale dispregio dei professionisti interessati, con un semplice messaggio interno della Dirigenza Inps alle sedi periferiche, con la stessa disinvoltura con la quale si dispone il cambio degli orari di apertura delle agenzie o la sospensione dell’uso delle fotocopiatrici per risparmiare la carta.
Com’è possibile, ancora mi chiedo, che tutto questo sia potuto accadere nella pressoché completa indifferenza ?
Com’è possibile ? Non lo so. Ma è accaduto.
Per questo, signor Presidente, ho deciso di scriverLe.
Per dire a Lei, e gridare al mondo, che da oltre un mese viene calpestata la mia capacità di soggetto produttore di reddito, viene maltrattata la mia professionalità, umiliata la mia dignità di Uomo e Cittadino lavoratore, viene disprezzata la mia persona. E questo sento di non poterlo né doverlo accettare.
Sono sicuro che ciò valga anche per i miei colleghi, i quali avranno modo, se lo vorranno, di condividere e sottoscrivere quest’appello.
I nostri Ordini professionali provinciali, e la stessa Federazione nazionale degli ordini dei medici (FNOMCeO), hanno già fatto sentire la loro voce con una netta presa di posizione e stigmatizzando la condotta della Dirigenza Inps.
Anche i nostri rappresentanti sindacali si sono attivati e costantemente impegnati per fronteggiare l’improvvisa emergenza.
Il 20 maggio scorso abbiamo manifestato la nostra protesta davanti alla sede centrale dell’Inps, a Roma. In quell’occasione ho avuto modo di constatare personalmente quanto devastante può essere la perdita del lavoro. Insieme a colleghi adirati e combattivi, propositivi e fiduciosi (ed erano la maggior parte) ho visto colleghi delusi e affranti, appassiti nell’animo. Ho visto colleghi feriti a morte. Per qualche momento ho avuto anche paura. Paura che potesse accadere ancora ciò che troppe volte, ultimamente, in questo periodo di crisi, è già successo : che si paghi il prezzo più alto.
Che cos’altro deve accadere perché la Dirigenza Inps si renda conto dell’estrema gravità della situazione che ha determinato ?
Che cos’altro deve accadere perché la Dirigenza Inps si renda conto che “dev’esserci” un altro modo, meno traumatico, meno dirompente, di affrontare problematiche contingenti, economiche o gestionali che siano ?
Anche per questo, signor Presidente, ho deciso di scriverLe.
Prima che sia troppo tardi.
Per chiederLe
di adoperarsi, con tutta la forza e la vitalità di cui dispone, di spendere in nostro favore la tanta autorevolezza Sua e del Suo ruolo istituzionale, quasi di patrocinare la nostra causa, naturalmente nel rispetto delle Leggi e dei Ruoli, sensibilizzando la Presidenza del Consiglio, i Ministeri competenti (Lavoro, Economia e Salute), la Dirigenza Inps, o intervenendo in qualunque altro modo Lei riterrà opportuno
affinché
– al più presto venga revocato il provvedimento di sospensione delle visite mediche di controllo, e ripristinato il precedente carico lavorativo;
– si definisca un protocollo d’intesa per stabilire, serenamente e con la partecipazione di tutte le Parti interessate, quale dev’essere il futuro della Medicina di controllo nel nostro Paese.
La ringrazio fin d’ora per l’attenzione dedicata e per quanto potrà e vorrà fare, e Le porgo i miei più sinceri e rispettosi ossequi.
Luigi Gurreri
Medico di controllo Inps Sciacca (Ag)
Seguono i nomi di 576 colleghi che hanno condiviso e sottoscritto il testo.
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Questo articolo ha 2 commenti
è passato un anno e le domande di Luigi aspettano ancora delle risposte
questa lettera mi provoca ancora grande emozione ma anche tanta rabbia e voglia di continuare a lottare
Condivido e sottoscrivo. Dr.Giuseppe Pecorini