Ricordo quando ero alla scuola elementare e la maestra, come in ogni ricorrenza durante l’anno, ci proponeva come compito “il Natale”. E qui nascevano i dolori ( ho sempre preferito nettamente la matematica!). E adesso cosa scrivo? Che il Natale è la più bella festa dell’anno, che tutti desiderano stare i famiglia in serenità e in salute, che è bello comprare i regali per familiari, bambini, amici e parenti, che viene la neve e ci si diverte, che si mangiano tante cose buone. Bello davvero, ma le mie difficoltà nascevano dal fatto che avevo l’impressione che tutte queste affermazioni facessero parte di un cliché, di frasi fatte e ripetitive, non vere per molti ed anche molto svuotate del loro reale significato. Ma bisognava scriverle altrimenti che Natale sarebbe stato!
Ora, specialmente negli ultimi anni, per tutti o molti di noi, il Natale purtroppo è l’occasione per rimarcare che un altro anno è passato senza soluzione per i nostri problemi di lavoro, senz’altro è quindi non proprio sereno e comprare regali alle persone care diventa difficile se non a volte impossibile per i problemi economici che ne sono derivati, gli acciacchi dell’età e non solo quelli per molti si fanno sentire, se viene la neve noi medici fiscali ci troviamo anche maggiormente in difficoltà ed in pericolo negli spostamenti.
Cosa rimane del Natale?
Per i credenti e credo anche per i non credenti porta con sé la speranza, la fiducia che i problemi si riescano a risolvere, il desiderio di pace, l’apprezzamento per i piccoli gesti e le piccole cose.
Porta la consapevolezza che ogni uomo è unico nella sua dignità anche quando questa è maltrattata e ferita.
Per questo sento di poter augurare a tutti i soci e carissimi colleghi:
Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie!
Cristina, il tesoriere
