di Massimo Giansante*
Il 30 Aprile ricorrerà il triste anniversario della “non comunicazione” che ci ha offeso in primo luogo come esseri umani oltre che come professionisti.
Non devo certo essere io a ricordare come, senza alcun preavviso, l’INPS sospese “temporaneamente” le visite di controllo eseguite d’ufficio, trasformando d’incanto una voce obbligatoria del suo bilancio in una non obbligatoria.
Tutti ricordiamo i giorni successivi, in cui si mescolavano incredulità e ricerca di informazioni.
Nei dodici mesi successivi però è accaduto qualcosa che è lecito definire “miracolo”, invece di disperderci, come forse qualcuno sperava, ci siamo incontrati.
In un anno tanti medici italiani, fiscali o di controllo, ognuno li chiami come preferisce, con attività unica o diversificata, del nord e del sud, si sono conosciuti, spesso di persona, hanno discusso e polemizzato ma comunque hanno interagito. Ci sono state discussioni e divisioni, e per qualuno che ha preso altre strade qualche altro si è unito all’Anmefi.
Attraverso l’associazione ci siamo tenuti informati prima sui decreti e le proposte di legge che con alterne vicende sono stati presentati in Parlamento, poi abbiamo seguito i lavori della XII Commissione della Camera dei Deputati, che proprio per la fine di questo mese renderà pubbliche le proprie conclusioni.
Il 30 Aprile una delegzione di medici iscritti all’ ANMEFI sarà sotto le finestre dell’INPS e per Roma con l’intento di ricordare a chi di Dovere il persistere della nostra situazione di difficoltà, ma sopratutto il pericolo determinato per le casse pubbliche e per l’equità sociale del nostro Paese dallo scriteriato provvedimento preso dall’Istituto esattamente un anno fa.
Chi non potrà essere presente fisicamente a Roma è invitato a compiere un atto che in primo luogo riteniamo dovuto a noi stessi come persone, per testimoniare di non aver dimenticato le modalità, offensive più dell’atto stesso, con cui l’Istituto ha proceduto nella sua determinazione.
Invitiamo quindi tutti i colleghi, iscritti o non iscritti, ad astenersi per quel giorno dall’eseguire le visite, utilizzando uno di quei 30 giorni che ci vengono riconosciuti a nostra disposizione durante l’anno.
Non cadiamo preda ai facili alibi, come quello che sicuramente qualche collega non si comporterà nel nostro stesso modo. La giornata di astensione è in primo luogo un atto dovuto verso noi stessi e alla nostra dignità calpestata.
Ognuno rivendichi e difenda la propria dignità.
* Vice Presidente ANMEFI

Questo articolo ha 17 commenti
Fatto! Ero disponibile nella mia fascia mattutina e ho comunicato la mia indisponibilità.
mi piace pensare al 30 aprile 2014 non come la giornata del “ricordo” o della “memoria” ma come la giornata della PRESENZA
la memoria la teniamo dentro di noi, ci è servita in questo anno a progettare, costruire,metterci insieme
la presenza è un segno tangibile che ci siamo ancora e che non intendiamo mollare
Ma se l’ANMEFI ci rilasciasse una certificazione con sopra scritto che la nostra astensione è a fini sindacali, di sciopero, farebbe parte dei 180 giorni, non dei 30 giorni di ferie.Ce la rilasciate? io per ora ho solo scritto che sarò indisponibile,posso mandare una mail successiva con precisazione :per astensione sindacale. Che ne dite? Ho bisogno però della relativa certificazione in tal caso.
L’associazione non è un sindacato e quindi la tua richiesta non è possibile attuarla. L’astensione sindacale presuppone una normativa differente non applicabile per noi, che siamo un’associazione di categoria
Io ho pensato di comunicare la mia assenza “per manifestazione di categoria che si terrà a Roma”;è bene specificarlo,secondo me,per non essere accusati di lasciare il servizio scoperto, certa di un’adesione di tutti i colleghi della mia sede.
Che faccio, scrivo come Maria Pia? Io a Roma non posso esserci per motivi familiari però aderisco come posso.Lascio semplice indisponibilità?
si, per indisponibilità
Sarò Presente e spero che saremo in tanti
“La giornata di astensione è in primo luogo un atto dovuto verso noi stessi e alla nostra dignità calpestata.”
Vorrei riportare il senso del msg di Massimo Giansante al suo reale contenuto: rendere a noi stessi il diritto di tutelare la nostra dignità.
Non importa, secondo me, la modalità con cui ciascuno di noi intende aderire all’astensione. Ciò che conta è che quel giorno ciascuno si ritrovi davanti a se stesso, con gli altri, per dire: io non ci sto.
Bisogna specificare che l’astensione è per protesta. Altrimenti non ha alcun significato.
Finalmente…bene per la manifestazione e astensione dal lavoro. Ma…chiedo,se possibile, di contattare la segreteria del vice presidente del consiglio Delrio,affinché’,una delegazione del CD anmefi possa essere ricevuta in contemporanea al presidio. Il futuro del nostro lavoro sarà deciso dal governo.
Anche noi dell’INPS sede di Noto ci asterremo per il giorno 30 Aprile.
D’accordo,ho avvisato i colleghi della mia sede ma ancora non so cosa faranno!
il 30 aprile ci sarò sicuramente
Lancio un appello ai colleghi di Catania e provincia di astenersi dall’attività lavorativa per il 30 Aprile ;nella speranza che lo debbano fare solo per quest’anno ……..
Noi della sede inps Rossano a tuttora partecipiamo in cinque:Conforti,Forciniti,Greco,Guagliardi e Pirillo.
grazie Rossano!