2013-2016. Legittimare la medicina fiscale in Italia

Lettera inviata agli Organi competenti il 26 aprile 2016

 

A tre anni esatti di mancati e/o ridotti controlli sull’assenteismo nessuno è in grado di quantificare il danno per le casse dell’Erario che si è venuto a creare a seguito dell’infelice provvedimento. Un triste anniversario che i medici fiscali INPS sono costretti a ricordare, tra promesse e rassicurazioni, inapplicate conclusioni di indagini parlamentari.

Centinaia di professionisti con ultraventennale esperienza, caratterizzata dalla precarietà, reclamano la legittimazione della medicina di controllo quale servizio adottivo dello Stato, che non può più essere una voce di spesa sacrificabile, ma necessaria e congrua. Per il bene dello Stato e per chi lavora onestamente!

 

L’ormai cronica riduzione delle visite fiscali su tutto il territorio nazionale rappresenta un danno enorme per le tasche dei cittadini italiani a causa dell’inevitabile incremento della spesa pubblica dovuta alle assenze per malattia in mancanza dei relativi controlli previsti dalla Legge.

I risparmi, auspicati assurdamente con la riduzione da un 15-20% al 2-3% dei certificati di malattia pervenuti all’INPS e sottoposti  a visita di controllo, non ci sono stati e pertanto non si prevedono in futuro. Auspichiamo che le Istituzioni vogliano garantire questo servizio obbligatorio con un budget che non sia irrisorio.

Nel frattempo l’INPS continua a dilapidare un patrimonio di competenze e di esperienza rappresentato dai medici fiscali, costretti, al fine di servire serenamente lo Stato, a recuperare senza riuscirci la propria dignità di lavoratore, scippata nei modi e nella sostanza.

Dignità di pubblico ufficiale, intimamente legata al principio costituzionale dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione, calpestata da esigenze di natura gestionale o “aziendalistica” dell’Ente. Ma anche pubblico ufficiale escluso dal meccanismo retributivo che attui il principio elementare per ogni lavoratore, sancito dall’art. 36 della Costituzione Repubblicana, ovvero “una retribuzione  proporzionata alla quantità di tempo e qualità di impegno al suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Da più parti sono state scandite le parole “Polo Unico” (ovvero il passaggio di tutti i controlli della malattia all’INPS) come un mantra, additandolo come soluzione ideale, ma non ritenendo di dare subito applicazione, rinviando a non si sa quando, forse per obbedire a complessi ed incomprensibili meccanismi di spartizione dei fondi necessari a garantirla.

Dal 29 aprile 2013 i medici fiscali INPS sono castigati, costretti a rinunciare, di fatto, a svolgere il ruolo sociale ed istituzionale ad essi affidato per legge, in un’ottica fallace di contenimento della spesa pubblica. Eppure questi insostituibili professionisti, ligi e rispettosi di norme codificate, sono le uniche figure mediche deputate al controllo dello stato di malattia: una funzione che si autofinanzia, oltre che nei casi di riduzione della prognosi di malattia e per l’effetto deterrente, anche in ragione delle afferenze economiche da penalizzazioni per assenza ingiustificata a domicilio  e recuperi per patologia non indennizzabile o di competenza di altri enti assicurativi.

Allo scadere dei tre anni  di dura condizione, l’ANMEFI chiede  a gran voce alla classe politica una legittimazione della Medicina Fiscale come servizio adottivo dello Stato, al pari di altri ruoli incontestabili che hanno reso il nostro Paese faro europeo nella tutela del cittadino.

Con queste premesse ed in considerazione della stesura e definizione dei decreti attuativi per la realizzazione del “polo unico della medicina fiscale”, l’associazione nazionale dei medici fiscali INPS chiede a quanti sono preposti: 

  • Di recepire nell’emanando decreto legislativo attuativo della legge Delega e nella successiva normativa di dettaglio,  i principi e criteri direttivi individuati  dal Parlamento con la Delega conferita al Governo, i quali prevedono   il prioritario  ricorso alle liste di cui all’articolo 4, comma 10bis, DL 101/2013, convertito dalla legge 125/2013, come modificato dall’articolo 1, comma 340, legge 147/2013 per lo svolgimento delle attività di medicina fiscale presso l’INPS.
  • Che le risorse economiche siano effettivamente ed esclusivamente destinate alla sola  medicina di controllo svolta prioritariamente dai medici delle liste di cui sopra, senza distrazione alcuna.
  • Che l’eventuale inserimento nelle liste “bloccate” dei medici fiscali INPS da parte di altre figure a ciò deputate riguardino solo quelli già in attività al 31/12/2007.
  • L’unificazione delle fasce orarie di reperibilità di tutti i lavoratori, senza più distinzioni tra settore pubblico e privato.

 

  • L’avvio urgente di soluzioni contrattuali che diano stabilità ai medici fiscali, visto lo stato di precarietà ultraventennale.

 Per sollecitare l’opinione pubblica sul problema dei mancati controlli sull’assenteismo lavorativo, non più procrastinabile, la scrivente ha promosso ed avviato una petizione online, estesa a tutti i  cittadini, messa in rete da pochi giorni e tuttora in corso, che può essere visualizzata e sottoscritta da questo link: http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ANMEFI

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Questo articolo ha un commento

  1. Di Renzo carla

    Sono d’accordissimo peró le speranze si vanno con il passare del tempo affievolendo.le istituzioni sono sorde forze perchè ………comunque andiamo avanti nella lotta!!!!!

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