Tutti i Lavoratori, Pubblici o Privati, che presentano Certificato di Malattia per qualsiasi Motivo sono soggetti a Visite Mediche Fiscali da parte dell’INPS, l’ente che provvede a pagare lo stipendio del Dipendente quando si trova in stato di Malattia…
http://www.bloglavoro.com/2014/07/18/visita-fiscale-dellinps-ecco-come-si-svolge.htm
Questo articolo ha 4 commenti
L’articolo contiene affermazioni inesatte e fuorvianti, pertanto va commentato e corretto o meglio ancora cancellato perchè può creare false convinzioni. Noi medici di controllo abbiamo un modus operandi ben diverso.
infatti non è scritto da noi. E’ un modo per sottolineare le informazioni inesatte che circolano su blog assai visitati e che poi diventano di dominio pubblico
Sono consapevole che l’articolo non è firmato Anmefi, ma qualche lettore ha capito che siamo concordi con l’autore, quindi è opportuno scrivere un commento esplicativo. Grazie.
Nell’articolo ci sono molte inesattezze e lo affermo con con cognizione di causa, essendo io un medico di controllo dell’Inps dalla notte dei tempi tempi, quando non avevamo ancora la valigetta informatica, ma soltanto la carta copiativa.
Arrivata a casa del paziente, chiedo il certificato medico di malattia rilasciato dal curante, ma nel 99% dei casi mi viene consegnato soltanto il numero di protocollo, senza alcun riferimento alla diagnosi,che risulta di mia competenza.
Anche nel caso ci sia il certificato con la diagnosi, la mia visita si basa esclusivamente sulla raccolta anamnestica e sull’esame obiettivo del paziente. Questi passaggi non sono discrezionali, ma obbligatori ed hanno valore legale, in quanto effettuati da un pubblico ufficiale, quale sono nello svolgimento della mia attività lavorativa.
Probabilmente chi ha scritto l’articolo non ha competenze mediche, come io non ho competenze giornalistiche: anche nel caso io veda un assicurato a casa per una frattura ossea, non posso e non devo esimermi dalla valutazione clinica,fondamentale per comprendere come stia procedendo il processo di guarigione.
Terminata la raccolta anamnestica, dopo l’esame obiettivo e la formulazione della diagnosi, è mio preciso dovere indicare una prognosi medico-legale, che non sempre coincide con quella del medico curante del paziente: la mia valutazione infatti tiene conto esclusivamente della capacità per quel paziente di poter riprendere oppure no la propria attività lavorativa.
Al termine della visita medica di controllo, stampo due copie,una per il paziente ed una per l’Inps,mentre a me rimane soltanto il numero di referto nel netbook.