Riflessioni sotto l’ombrellone

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da www.d4b.it

di Massimo Giansante

 

L’Odissea dei medici fiscali INPS è entrata ormai nella terza estate.

Giusto 12 mesi fa avevo richiamato il significato nobile attribuito all’ozio  dai filosofi dei nostri antichi padri, che consigliavano durante questi periodi non ad una sosta improduttiva ma ad una fruttuosa pausa di riflessione. Eccomi quindi  ancora sotto a questo ombrellone virtuale nel mese di agosto, a cercare di ripetere l’esercizio e riflettere su quanto accaduto negli ultimi mesi, per quanto mi consentono le mie capacità.

Cominciamo con la domanda  delle 100 pistole: come si è arrivati alla assegnazione della totalità dei controlli degli assenti per malattia in capo all’INPS?

A me verrebbe da rispondere così:

1) Perché è stato riconosciuto che la medicina di controllo INPS ha funzionato  bene, e, in quasi 30 anni la sua azione ha portato ad una riduzione (stimata, ma non potrebbe essere diversamente essendo il fenomeno contrastato “carsico”) dell’assenteismo a livelli europei. Merito sicuramente di tutta” l’orchestra” dell’Istituto, ma merito anche un po’ della sezione “fiati” composta dai medici di controllo.

O no?

2) Anche se formalmente sono state le Regioni a manifestare il loro disinteresse a far continuare a svolgere le visite di controllo alle ASL (perché non considerabili nei livelli minimi di assistenza), d’altra parte è stato anche ampiamente constatato dalla Politica, e comprovato da avvisi che compaiono tutt’ora sui siti internet di alcune aziende sanitarie, che non viene (veniva?) eseguita la totalità dei controlli richiesti, anzi spesso la percentuale eseguita è (stata) minima.

Questo non per cattiva volontà o disorganizzazione ma semplicemente perché i medici spesso sono utilizzati nelle Asl in più incarichi e quindi a volte (non avendo di solito il medico il dono dell’ubiquità) non riescono ad assolvere a tutti i compiti. Sono quindi alquanto confuso dalle proposte provenienti dall’Istituto e (orribile dictu)  da sigle sindacali circa un uso “polivalente” del medico fiscale INPS… Sinceramente mi chiedo cosa possa indurre qualcuno a ipotizzare che questo medico “polivalente” INPS possa essere più efficiente del vecchio “polivalente” Asl?

Non basta la giustificazione dell’informatica, che è sicuramente una grande risorsa e ci dà modo tutti i giorni di essere virtualmente presenti contemporaneamente in più luoghi,  ma quando si parla di prestazioni in cui necessita la presenza “fisica” e non virtuale come una visita medica nei CML o la visita domiciliare, non credo che questa tecnologia  possa fare la differenza.

Non riesco a fare a meno poi di ricordare a me stesso che la figura del medico di lista nasce nel 1983 come alternativa alla figura del medico del “padrone” mandato a controllare a casa il lavoratore ammalato. Il medico di controllo INPS e ASLl è quindi nato come figura terza, non di parte, che può e deve  esprimere un parere in modo libero secondo scienza e coscienza.

Mi viene da domandarmi se un medico che in altro orario svolga una mansione non terza (nelle commissioni di invalidità esistono figure di tutela del richiedente l’accertamento, come i medici delle associazioni invalidi e il medico di fiducia che può accompagnare il richiedente) non possa essere in qualche modo uno potente stimolo alla conflittualità legale che caratterizza il nostro Belpaese…

Per quanto riguarda le rivendicazioni da più parti accampate in questi giorni circa la paternità (e maternità) dell’accorpamento presso l’INPS delle visite di controllo dei lavoratori in malattia, credo che  le obiezioni non tengono conto dell’operato di altri attori di questo meccanismo di cui spesso non si conosce l’impegno/operato.

In ultimo una considerazione personale sulle proposte avanzate da tecnici esperti.

Non credo nella possibilità di un contratto SAI. La proposta secondo me è stata avanzata per fini strategici (la contrattazione del SAI è prerogativa solo di pochi).

La vera proposta dei tecnici è, a mio parere, la reiterazione della normativa vigente con carico bloccato (sinceramente, “blindato” mi “fa” tanto  aggettivo pubblicitario). Trovo questa proposta ampiamente insoddisfacente essendo rappresentante di una associazione che dovrebbe poi spiegare ad un certo numero dei suoi iscritti come mai abbia appoggiato una proposta che fa loro guadagnare la metà di altri, anche se a parità di tempo messo a disposizione dell’Istituto.

Mi  sorprenderebbe poi non poco che lo Stato si obbligasse a versare un reddito minimo fisso a dei liberi professionisti anche in periodi di assenza di una necessità effettiva di queste prestazioni. Ma potrei sbagliare. Quindi se Qualcuno in lettura volesse citare esempi simili attualmente già applicati per aiutarmi a capire, sarei molto grato.

Buon Ferragosto a tutti, in particolare ai colleghi reperibili. Che la  giornata si svolga secondo i vostri desideri!

 

 

 

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