Risultati di un’indagine tra i medici fiscali

Siamo in grado di fornire i risultati del questionario sottoposto ai medici fiscali INPS, soci e non, nel mese di luglio scorso. Risaltano alcune situazioni che l’ANMEFI evidenzierà a chi di competenza, per la valutazione e la risoluzione di alcune criticità e di interessanti suggerimenti avanzati da quanti hanno collaborato.
E’ possibile scaricare il documento, come si legge a fine testo.
L’occasione è utile per ringraziare sentitamente quanti hanno collaborato inviandoci le risposte.
Claudio Palombi – presidente

A cura dell’Associazione Nazionale Medici Fiscali INPS (ANMEFI)

 

Sul finire del 2012 e i primi mesi dell’anno successivo l’INPS ha ritenuto di avviare, dopo lunga sperimentazione, la definitiva telematizzazione del servizio di medicina fiscale. L’Ente ha fornito a tutti i suoi medici fiscali sul territorio nazionale un computer portatile, dotato di un programma specifico, ed una stampante portatile. Tutto ciò, considerato che i medici coinvolti erano circa 1.400, ha comportato una spesa importante, sebbene poi risultata in parte dispendiosa perché non finalizzata ad effettuare un numero congruo di visite di controllo, tali da rendere il servizio non solo efficiente ed efficace, ma anche e soprattutto economico, nell’interesse più generale dell’equilibrio del bilancio dello Stato.

Gli strumenti in dotazione sono stati un Pc portatile Netbook Samsung (prezzo 550,20 euro), una stampante Brother Pocket jet (589,20 euro), carta termica-chimica (una risma di 75 fogli al prezzo di 11,50 euro) *.

Il provvedimento mirava ad abolire le visite mediche su cartaceo, come sempre era stato sin dal 1986, a favore della modalità telematica di ricezione, compilazione e trasmissione del referto delle visite mediche di controllo domiciliari, supportata dal data-mining e dall’applicativo Savio, attualmente attivo in alcune sedi ed in corso di sperimentazione.

Con il passare dei mesi si sono registrati dei problemi riguardo il funzionamento del sistema telematico da parte dei medici fiscali e l’Associazione Nazionale Medici Fiscali INPS (ANMEFI) ha ritenuto utile ed opportuno chiedere nello specifico cosa in particolare non va nell’importante procedura, al fine di evidenziare le criticità e, ove possibile, risolverle, segnalando a chi di competenza quanto emerso dall’indagine.

Ha dunque predisposto un questionario, somministrato attraverso il web con i canali a disposizione: forum dei soci, mailing list dei medici fiscali, sito dell’associazione (www.medicifiscali.it), nel periodo compreso tra il 7 luglio e il 20 luglio 2014.  

Il questionario si componeva di 38 items, organizzati in 11 sezioni principali. 

Ha risposto al questionario un campione di 134 medici fiscali, operanti presso tutte le Regioni e Province Autonome, tutti identificati con le generalità e la sede in cui svolgono il servizio di medicina fiscale. Le risposte sono giunte da Savona, Bologna,  Foggia, Imperia, Vicenza, Piombino, Partinico, Brindisi, Ferrara, Sassuolo, Pinerolo, Nola, Caserta, Lecce, Milano, Modena, Ancona, Genova, Perugia, Terracina, Sciacca, Sulmona, Latina, Imola, Enna, Modena, Brindisi, Roma, Catanzaro, Trieste, Ravenna, Gorizia, Napoli…

Molteplici si sono rivelate le problematiche relative all’uso dei sistemi informatici, netbook e stampanti, forniti in comodato d’uso dall’INPS ai medici di lista per l’espletamento delle visite mediche di controllo ai dipendenti pubblici e privati, assenti dal lavoro per malattia.

Con l’aiuto di grafici cercheremo di rendere noti i risultati. Al primo quesito:

hai mai avuto guasti al netbook da quando ti è stato consegnato?

Il primo dato che risalta è la bassa affidabilità del notebook, visto che 99 hanno avuto problemi con l’apparecchiatura, e non una sola volta, come dimostra la tabella, che mostra come ben 52 sono dovuti ricorrere all’aiuto del tecnico da 2 a 4 volte; 18 una sola volta e 19 oltre 4 volte.

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I motivi dell’assistenza sono stati dettati per la maggior parte richiesti da problemi del software (76), in parte di tipo meccanico (38), mentre 33 intervistati hanno risposto altro, con varie motivazioni e cause.

Tra queste di gran lunga sono stati i problemi legati alla difficoltà di connessione (16), seguiti da danni alla scheda madre (6), lamentati a pari misura con i problemi della scheda SIM. 4 hanno lamentato difficoltà ad aggiornare l’antivirus.

Di gran lunga inferiori i problemi di tipo meccanico, causati dal tasto di accensione/spegnimento in due casi, da difetti della porta USB (1 caso) e dal cavetto di raccordo netbook/stampante (1 caso).

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Importante anche la segnalazione di guasti o malfunzionamento della stampante, lamentata da oltre la metà degli intervistati (72), dei quali circa un terzo (28) lo ha subito da 1 a 2 volte e 12 da 2 a 4 volte.

Il questionario ha cercato anche di capire i tempi necessari per l’assistenza per una riparazione, abbastanza lunghi, anche se la maggior parte ha risolto entro tre giorni (33%). Il 14% degli intervistati ha impiegato oltre 30 gg., il 10% ha risolto entro i sei giorni, il 9% ha visto un periodo compreso tra i 15 e 30 gg.

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Se la maggior parte riesce a contattare il tecnico tra i 2 e 4 giorni, il questionario ha messo in evidenza come il 30% ci riesce in giornata, ma il 14% impiega dai 5 agli 8 giorni solo per poterlo contattare e il 13% deve pazientare anche oltre i 15 giorni, che devono aggiungersi al tempo necessario per la riparazione.

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Importante è il dato che è emerso quando si è chiesto come ci si comporta per gli aggiornamenti dei programmi, poiché la stragrande maggioranza è costretta a recarsi nella sede INPS di competenza per poterli scaricare, e qui necessitando dell’ausilio del tecnico di sede per il 15%. Il 38% riesce invece a scaricarli comodamente da casa.

Altro risultato da non trascurare è la possibilità che durante la riparazione delle attrezzature elettroniche in dotazione è stato permesso utilizzare il cartaceo alla stragrande maggioranza (105), ma ad una parte è stato impedito di lavorare (8).

Così come si è evidenziata la discrepanza tra le varie sedi quando, in caso di guasto delle apparecchiature e del concesso utilizzo del cartaceo, le visite da farsi in gran parte vengono dettate per telefono (62%), in altri casi le inviano per mail (27%), mentre un 37% sono costretti a recarsi giornalmente in sede per prendere le visite e magari farle nello stesso comune di residenza che non coincide con la sede. Solo un 10% le riceve per fax.

Appare soddisfacente l’indice ottenuto quando si è chiesto se si sono avuti problemi nel contattare il servizio di assistenza tramite ticket. Il 42% è stato sempre ricontattato, il 43% dichiara di non aver avuto problemi di comunicare con il personale, anche se al 10% non è stato risolto il problema segnalato.

Un ultimo problema, in apparenza assurdo, è il reperimento della carta speciale, necessaria per la stampa dei referti, che non è disponibile nelle sedi per il 9%.

Scopo del questionario era anche quello di raccogliere eventuali proposte migliorative o suggerimenti per una migliore efficienza del servizio, oltre che per avere minore disagio da parte dei professionisti.

Riguardo l’Assistenza tecnica gli utenti raccomandano principalmente un supporto tecnico di assistenza più rapido ed efficace (16%), auspicando la possibilità di poter avere aggiornamenti scaricabili da casa (11%). Si richiede inoltre la presenza di tecnici informatici in ogni sede e la possibilità di poter disporre di aggiornamenti del programma più radi e più semplici. 

Per ciò che concerne l’ Assegnazione delle VMC prevale il desiderio di poter anticipare l’orario di assegnazione delle visite in modo congruo all’espletamento delle stesse (8%), seguito dalla possibilità di avvisare con sms/mail i medici di lista qualora vengano assegnate VMC nelle turnazioni. Alcuni chiedono di abolire la richiesta di fascia obbligatoria da parte dei datori di lavoro, mentre altri vorrebbero poter stampare sin dal mattino il prospetto delle vmc da effettuare in giornata.

Sul Materiale di consumo/Ricambi il 5% chiede di poter utilizzare i vecchi moduli prestampati, anche se solo nei casi di necessità o malfunzionamento netbook. Altrettanti chiedono di potenziare l’autonomia della batteria di netbook e stampanti, la cui carica è evidentemente bassa rispetto alle necessità quotidiane. Più di qualcuno chiede maggiore disponibilità di carta termica, la cui carenza, più evidente nelle sedi più periferiche, costringe a ricorrere a fotocopie di vecchi moduli.

Non sono stati pochi a richiedere stampanti e netbook meno obsoleti e più performanti, magari ricorrendo ai tablet, senza stampante.

Altre proposte, meritevoli di attenzione, sono quella di consentire ai medici fiscali di poter effettuare le visite pomeridiane ai dipendenti pubblici sin dalle ore 15, come previsto dalla normativa, senza che questi siano obbligati ad effettuarle dalle 17 alle 18. La seconda è di obbligare chi prende in consegna notebook o stampante dal medico di rilasciare regolare ricevuta di presa in consegna delle apparecchiature, così che tuteli il professionista, che ha in comodato i sistemi e ne risponde di persona, oltre a dimostrare gli effettivi tempi occorsi per la riparazione e la riconsegna. La ricevuta potrà essere consegnata dal medico al personale di sede, che sarà informato dell’inconveniente e deciderà su come nel frattempo trasmettere le visite (soprattutto in previsione dell’applicazione del sistema SAVIO).

Qualcuno, infine,  ha suggerito l’attivazione di un numero verde nazionale a disposizione dei medici fiscali, specie negli orari e giorni in cui gli uffici sono chiusi, e comunque limitatamente dalle 17 alle 19.

Evidente perciò una situazione “a macchia di leopardo” su tutto il territorio nazionale, che invece dovrebbe essere omogenea e paritaria, senza distinzioni di sorta tra una sede e l’altra, tra Nord e Sud, tra Sedi principali e Agenzie.

Si raccomanda di valutare con attenzione i suggerimenti che singoli medici hanno avanzato e che sono stati sopra riassunti, cogliendo il senso propositivo e collaborante delle proposte che, a dire il vero, auspicano un servizio sempre più efficiente e meno discriminante.

L’ANMEFI è disponibile a fornire i singoli questionari pervenuti, se questo potrà servire a rimuovere le criticità segnalate ed evidenziate con l’iniziativa.

 

 

* L’appalto di 170 milioni di Euro è stato suddiviso in lotti e ogni lotto è stato aggiudicato da diversi raggruppamenti di impresa: Selex Elsag, Hewlett Packard con Hp Enterprise Services, Deloitte, Ernst & Young, Telecom Italia, Indra Sistemas (che ha partecipato attraverso la Indra Italia), Accenture, Avanade Italy, Kpmg, la Exprivia, Sintel Italia, Engineering spa e Inmatica spa, Eustema e Innovare 24 spa

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