03 GEN – Gentile Direttore,
può apparire un paradosso per i non addetti, ma la realtà lavorativa dei 1.250 medici di controllo dell’Inps, professionisti con un’età media di circa 50 anni, è uno stato di assoluto precariato che persiste dalla nascita della medicina fiscale in Italia. Nel 1996 vennero istituite le cosiddette liste speciali, dalle quali attingere i sanitari preposti all’attività di controllo sui lavoratori del settore privato assenti per malattia, ma contestualmente furono stabilite tali e tante incompatibilità da impedire di fatto ai medici fiscali non soltanto di poter rivestire altri incarichi, ma anche di poter frequentare le scuole di specialità.
La scarsa conoscenza della disciplina della medicina fiscale può indurre a rendere invisa la figura del medico che opera in questa attività, erroneamente ritenuto un controllore dell’assenteismo anziché coadiutore della salute. L’effettivo compito svolto è molto più complesso, fondato in primis sulla tutela del lavoratore in malattia e sulla salvaguardia degli interessi della comunità. Può essere utile ricordare a proposito che le indennità di malattia risarcite dall’Inps gravano sull’intera collettività…
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