Odio gli indifferenti

di Maria Costantino

 

“Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo.

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?

Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano”.

Personalmente mi son stufata del bon ton e dell’eleganza del voleseme tutti bene tanto c’è qualcuno che vuole più bene degli altri e sacrifica il suo tempo, i suoi soldi e i suoi affetti
Spesso mi pongo la domanda se ho fatto tutto quanto mi era possibile fare in questa situazione e spesso la risposta è negativa, perchè innanzitutto sono ipercritica con me stessa ma lo sono anche con gli altri e non me ne frega niente se vi risentite: meglio la rabbia che l’indifferenza.

Pensate che quei pochi che si stanno impegnando al massimo  non abbiano famiglia a cui pensare o l’avete solo voi che vi giustificate dietro improbabili paraventi ? non mi ci metto in mezzo perchè la mia famiglia sono io, un po’ di solitudine, nessun piagnisteo e per fortuna libera di scegliere e rischiare.

Pensate che scrivere “grazie” possa bastare ?

Pensate che 100 ( e voglio esagerare) “partigiani” abbiano la stessa forza di 1300?

Vi sentite tranquilli alzandovi ogni mattina , guardandovi allo specchio a pensare “ma sì tanto c’è qualcun altro che può tentare di risolvere al posto mio”?

Pensate che una piccola soluzione personale temporanea e il fregarsene del fine ultimo a cui vogliamo arrivare sia un Bene Comune ?

Lo dico chiaramente “Odio gli indifferenti” e me ne prendo piena responsabilità.

Condividi questo post

Questo articolo ha 6 commenti

  1. Barbara Lunghi

    Maria, il problema piu’ grosso e’ proprio questa indifferenza che serpeggia tra noi e diciamo la verità per tanti di noi in fondo il problema esiste ma non e’ un problema di sopravvivenza. Non saremo mai 1300 perchè a tanti va benissimo questa situazione, ad altri va abbastanza bene, altri si lamentano ma in fondo ce la fanno, pochi, Maria, solo pochi, non sanno piu’ come fare e continuano a setirsi presi in giro dalle varie Commissioni, partiti, ministeri, governi che si sono succeduti in questo anno senza aver cambiato in meglio le nostre vite. Non dobbiamo pero’ essere troppo “negativi” verso noi stessi, io penso di aver fatto e di continuare a fare il possibile, ho fatto cose che non pensavo mai di fare, mi sembra di essere una “zanzara” che infastidisce tutti. Ora non so piu’ che fare, non voglio piangere, non ci sono mai riuscita in questi mesi; ma non voglio neanche continuare ad essere cosi’ arrabbiata perchè poi la mia rabbia la dirigo verso le mie figlie che non hanno nsessuna colpa. Come fare a dirigere la mia rabbia verso chi invece le colpe ne ha? Ancora non so che cosa possiamo e dobbiamo fare di piu’. Ma qualcosa dobbiamo fare.

  2. antonio centonze

    Mi infastidiscono coloro i quali vivono delle proprie certezze. Mi infastidiscono coloro i quali credono di aver raggiunto un obiettivo e su questo traguardo poggiano comodamente le proprie terga.
    Mi infastidiscono coloro i quali hanno come obiettivo il proprio supposto benessere, infischiandosene ciecamente del “bene comune”. Bene comune non vuol sempre dire: distribuiamo equamente il pollo di Trilussa ma saper anche rinunciare alla propria porzione perché si ha altro di cui nutrirsi.
    Mi infastidisce chi crede (legittimamente, per carità, ma altrettanto legittimamente mi infastidisce)che la ricerca spasmodica del miglior benessere sia legittima anche a spese di chi non ce la fa ad arrembare.
    Mi infastidisce questo Paese che legittima gli atteggiamenti illegittimi per un senso di “diritto” del tutto personale che non tiene conto del “Bene Comune”.
    Siamo giunti al fondo. Non possiamo far altro che risalire, ma con nuove idee (che poi nuove non sono)di appartenenza,indistintamente.

  3. Roberta Caracciolo

    Cara Maria,il problema non è solo l’indifferanza,è anche il” non mi voglio esporre tanto c’è qualcun altro che si dà da fare e combatte anche per me e se raggiunge l’obiettivo ne beneficio anch’io!!!”io penso che tu abbia fatto quello che potevi fare come abbiamo provato anche noi facendo ciò che non avremmo mai immaginato di fare e che non sapevamo nemmeno di aver la capacità di fare perchè non è il nostro lavoro e ci siamo inizialmente fidati di chi avrebbe dovuto saperlo fare perchè era il suo di lavoro ma….sappiamo come è andata.Anche io odio gli indifferenti,i furbetti e gli ipocriti,ma ce ne sono tanti in giro,ci sono sempre stati e sempre ci saranno:vanno additati,smascherati e mesi in mora.Servirà?Non mollare e non scoraggiarti qualcuno che non è indifferente lo hai trovato e questo per me è già molto.

  4. giuliana

    C’e’ chi non ama i tiepidi e nemmeno il Cristo li gradiva, ma gli indifferenti sono altro, non possono che differire nei modi perche’ differiscono nella sostanza o nelle sostanze, non li odio, ne prendo atto, la passione puo’ risvegliare soltanto i tiepidi…. lo stiamo facendo.

  5. Pantaleo

    Non odio gli indifferenti, ma mi rammentano i versi letti sul forum:

    LENTAMENTE MUORE

    Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell’abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle “i”
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi è infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
    chi non si lascia aiutare
    chi passa i giorni a lamentarsi
    della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore
    chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l’ardente pazienza
    porterà al raggiungimento
    di una splendida felicità.

    (Martha Medeiros giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961)

  6. rossella cascetta

    Condivido Maria, la splendida poesia di Pantaleo…
    Io odio i furbi, gli avidi, quelli che “io penso ai fatti miei” quelli che “non gli basta mai”, i mastroquaqua…ma anche quelli che “tolgono le visite” al collega, pensando di “arricchirsi” alle sue spalle….Io sarò ingenua, ma non lo farei ami…
    Che mondo è quello dove gli uomini hanno perso la loro anima?

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.