Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, in base al comma 4 dell’articolo 3 del D. Lgs 479/1994 (“Ordinamento degli enti pubblici di previdenza e assistenza”), è l’organo che definisce i programmi e individua le linee di indirizzo dell’ente e, nell’ambito della programmazione generale, determina gli obiettivi strategici pluriennali.
Con la deliberazione n.12 del 4.6.2013 avente per oggetto “Visite mediche di controllo disposte d’ufficio”, l’autorevole organo ha affermato:
“Tenuto conto… che, in conseguenza del taglio delle risorse, cui è stato sottoposto dalle ultime leggi di spesa, l’INPS ha previsto una riduzione delle visite mediche di controllo disposte d’ufficio che passano da circa 900.00 del 2012 a circa 100.000 del 2013; … che l’eccessiva riduzione delle visite mediche di controllo disposte d’ufficio potrebbe determinare un aumento del fenomeno dell’assenteismo…; … pertanto, che la riduzione delle visite mediche di controllo debba essere preceduta da una attenta analisi dei costi che la stessa potrebbe porre a carico dell’Istituto per il pagamento di ulteriori indennità di malattia a seguito del possibile aumento del fenomeno dell’assenteismo; … infine che la suddetta riduzione debba essere attentamente valutata … al fine di realizzare una uniformità di comportamenti su tutto il territorio nazionale; … impegna … gli Organi di Gestione ad adottare, per le visite mediche di controllo d’ufficio, tutte le iniziative necessarie che consentano – previa attenta analisi dei costi e dei benefici … – di incrementare e uniformare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa dell’Istituto su tutto il territorio nazionale, nonché di contrastare il fenomeno dell’assenteismo”.
Quanto sopra dimostrato sottolinea come sia fondamentale, per il contenimento dell’assenteismo e per la conseguente salvaguardia della spesa sociale, il servizio della medicina di controllo.
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Peccato che L’Istituto non solo non ha mai fornito i dati sul rapporto costo/beneficio della riduzione delle Viste mediche di controllo ma si è sempre rifiutata, anche davanti a richieste ufficiali dell’Associazione, a fornire tali dati. La verità è che tali conteggi sono stati fatti indirettamente ed hanno messo in evidenza come il nostro lavoro non solo si ripagava ma ha portato sempre un utile disconosciuto volontariamente dagli organi preposti per coprire gli errori compiuti. Comunque speriamo di discutere in altra sede tali argomenti e di guardare in avanti verso la stabilizzazione del nostro rapporto di lavoro alla luce dell’approvazione della Legge Delega con cui il Governo dovrà a breve sancire definitivamente il passaggio delle competenze delle VMC dalle ASL all’INPS e definire il nuovo tipo di rapporto di lavoro per coloro che attualmente svolgono tale funzione.