di Maria Costantino
Il passato dei medici fiscali Inps è stato quello di un rapporto di natura libero professionale pagato a prestazione in regime di incompatibilità più o meno totale con altri incarichi.
Il presente resta sempre con lo stesso rapporto aggravato da un numero esiguo di visite e da una assurda situazione per cui i medici fiscali “offrono” all’istituto ore e ore di reperibilità non pagata.
il futuro prossimo o meglio già DOMANI dovrà essere quello di un rapporto più stabile, a convenzione oraria, con distribuzione omogenea su tutto il territorio nazionale, senza isole più felici ed altre meno felici.
ANMEFI, la più numerosa associazione di categoria dei medici fiscali Inps, si augura che le decisioni che il governo prenderà, una volta lette le indicazioni del documento della XII commissione Affari sociali, vadano in questa direzione.
ANMEFI non solo se lo augura, ma si batterà fortemente perché questo avvenga, forte dell’esperienza sul campo dopo tanti anni di lavoro: gli errori del passato non devono ripetersi e la memoria storica di chi li ha vissuti sulla propria pelle serve proprio a questo.
Il nuovo tipo di contratto viene richiesto non solo per offrire maggiore stabilità ai medici, ma anche per migliorare i parametri del servizio offerto : l’ampliamento delle fasce orarie permetterà infatti ai medici di espletare la visita con maggiore tranquillità ed efficienza, visita che ricordiamo include raccolta dei dati anamnestici ed obiettivi , degli esami strumentali e la formulazione di una diagnosi medico-legale, cosa non facile da attuare su ammalati non conosciuti, con l’incubo dell’orologio che corre e della visita successiva con diversi km da fare.
“Vogliamo il pane ma anche le rose”, dove per rose intendiamo la qualità del nostro lavoro nell’ottica di un Bene Comune da condividere con la collettività e con lo Stato.
Questo articolo ha 2 commenti
Brava!mi sento partecipe e condivido tutto quello che dici Maria.
Condivido pienamente le considerazioni ,più che legittime ,della collega Maria Costantino ; ribadisco con forza che queste devono essere in futuro le uniche e sacrosante LINEE GUIDA da sostenere per il bene di tutti i colleghi che ,”da grandi”(ma in realtà già grandi), vogliono continuare a svolgere questo lavoro con professionalità e dedizione….colleghi che, ”paradossalmente”, da decenni ,lavorando in regime di libera professione, effettuano controlli a lavoratori in malattia ,mentre loro stessi non possono beneficiare di tali tutele,……….
Colleghi che ”aspirano” a riprendere in futuro (spero a breve)un lavoro ed una dignità professionale, il tutto, in una cornice fatta di stabilità e tutele professionali e nell’ottica di un sempre più efficace sistema di lotta agli abusi da parte di chi ” approfitta ”,impropriamente, del diritto alla malattia, alle spalle di onesti lavoratori , delle loro famiglie e dello STATO,…. come già ricordato dalla collega,” NELL’OTTICA DI UN BENE COMUNE DA CONDIVIDERE CON LA COLLETTIVITA’ E CON LO STATO” !!