E se ci trovassimo uniti per denunciare il tutto alla Corte dei Conti?

Conosciamo tutti la fatidica giornata in cui fu comunicato in maniera anomala e per niente “ortodossa” che le visite fiscali di ufficio disposte dall’INPS avrebbero subito il taglio in nome della spending review. 29 aprile 2013. Dal giorno dopo niente più visite di controllo per i lavoratori in malattia. La decisione, ancora in essere riguardo la drastica riduzione, era scritta in una comunicazione interna dell’ente di previdenza, che sanciva dunque la temporanea ‘sospensione per le visite disposte d’iniziativa dell’istituto’. Sarebbero restati solo i controlli richiesti dalle aziende (a loro carico), come ancora avviene ad oltre due anni di distanza.

Il danno all’Erario e l’incremento dell’assenteismo, di cui pochi si sono effettivamente interessati, tacendo sulla scandalosa vicenda, sono instancabilmente urlati dalla nostra associazione, che non ha mai smesso di denunciare i risvolti negativi di quel provvedimento del 29 aprile di due anni fa da parte dell’INPS. Si vollero risparmiare 50 milioni per spenderne almeno il doppio, a causa dell’inevitabile aumento dell’assenteismo, su cui ancora vige il silenzio assoluto. In quella occasione Alfredo Petrone, coordinatore nazionale del settore Fimmg Inps, rilasciava allarmanti dichiarazioni agli Organi di stampa affermando che “Il costo per l’indennità di malattia per le casse pubbliche è di due miliardi l’anno. E ogni aumento dell’assenteismo tra lo 0,1% e lo 0,2% costa 100 milioni di euro in più. Questi numeri spiegano il rischio. Si tenga conto, ad esempio, che alcune categorie di lavoratori, come i braccianti agricoli, non hanno veri e propri datori di lavoro che possono disporre le visite. Questo significa rinunciare ai controlli. Inoltre, in un momento di crisi come questo, è particolarmente ingiusto far gravare solo sulle aziende il peso dei controlli”.

Su altre testate lo stesso Petrone, il giorno dopo, aggiungeva che  la misura intrapresa avrebbe portato, inoltre, “al sostanziale licenziamento di circa 1000 medici in servizio da decenni. Le visite mediche di controllo Inps richieste dall’Istituto hanno da sempre rappresentato un punto di forza nella lotta all’abuso dell’assenteismo di malattia. Per questo motivo chiederemo un incontro urgente con la dirigenza dell’Inps e con il ministro del Lavoro, riservandoci di informare anche la Corte dei Conti di ciò che si profila come un errore perfetto”.

Lo stesso giorno, 30 aprile, il quotidiano online Imolaoggi perfezionava il comunicato stampa scrivendo: “Un taglio (le visite fiscali d’ufficio da sole ammontano al 75% delle visite totali, pari a circa 1,5 milioni di controlli ogni anno) che fa insorgere i medici di famiglia della Fimmg, secondo cui la decisione non farà altro che favorire un nuovo boom di assenteisti, oltre che portare al licenziamento di mille medici”.

Tralasciando i protagonisti dello sgomento, che ci pare dovessero essere i medici fiscali più che i medici di famiglia, come riportato, nasce spontaneo porsi un dubbio, che volentieri giriamo al collega e alla sua federazione.

E’ stata mai informata da allora ad oggi la Corte dei Conti, così come annunciato? Ci piacerebbe conoscere se un simile gesto sia stato effettivamente compiuto, per congratularcene e magari sostenerlo. Se sono state solo promesse, forse sarebbe la giusta occasione per trovarci finalmente concordi a denunciare l’errore “perfetto”, in spirito di collaborazione effettiva e proficua, indipendentemente dal sentirsi primi o esclusi da lobby aderenti a progetti riservati.

L’altro quesito, che forse meriterebbe risposta, è come sia stato possibile che nessuno dei nostri rappresentanti di allora abbia protestato per le modalità di trasmissione di quel provvedimento sciagurato e come non fosse stato comunicato ufficialmente ai diretti interessati, ovvero i medici fiscali. E la reprimenda spetta a tutte le organizzazioni che, forse, conoscevano con largo anticipo la scure che si sarebbe abbattuta sui professionisti.

Ancora un mistero, che resta valido ad oltre due anni di distanza. Forse è solo fatalismo, che comunque si impadronisce del nostro pensiero. Ma l’invito riportato nel titolo sarebbe concretezza.

 

Rimandi:

http://www.wallstreetitalia.com/article/1557589/salute/sanita-inps-taglia-visite-fiscali-d-ufficio-per-fimmg-rischio-boom-assenze.aspx

http://www.imolaoggi.it/2013/04/30/inps-per-risparmiare-stop-a-visite-fiscali-per-verifica-di-assenze-per-malattia/

http://fimmg.bari.it/articoli/5FZ26

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. ANTONIO MARRA

    Il 04/02/2014 mandai alla Segreteria dl magistrato della Corte dei Conti, delegato all’esercizio di controllo presso l’INPS, Dott. Antonio Ferrara una PEC denunciando , sulla base dei dati ufficiali fornitemi dalla Direzione Regionale della Calabria, come l’improvvisa riduzione dei controlli abbia provocato una spesa di oltre 100 milioni di euro contro i 30 risparmiati nel 2013.
    Ad oggi nessuna risposta.

  2. giovanni

    E’ veramente incredibile che dopo 2 anni e mezzo una denuncia unitaria non sia ancora stata fatta.

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