Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale

Disservizi per i medici fiscali. ANMEFI sollecita la risoluzione immediata

Da molti iscritti ci è pervenuto sollecito a fare pressione sull’Istituto riguardo i pagamenti e il ritardo di assegnazione delle visite, specie nella prima fascia.

Come già preannunciato siamo intervenuti ripetutamente sull’argomento e l’ultima volta il 29 luglio u.s. con PEC. Si riporta di seguito il testo inviato, al quale ovviamente non è seguita a alcuna risposta

 

Oggetto: Anomalie ed irregolarità dei pagamenti dei compensi ai medici di controllo INPS

La scrivente associazione sindacale ANMEFI, in ragione delle numerose segnalazioni giunte dai propri iscritti, lamenta un cronico disservizio nel pagamento dei compensi per le prestazioni eseguite dai medici di controllo INPS. La situazione si è ulteriormente aggravata con la recente introduzione di una nuova procedura informatica ad uso amministrativo su tutto il territorio nazionale, in sostituzione a quella precedente (già non priva di criticità), tra l’altro attuata in concomitanza con l’assenza di molti operatori nelle sedi periferiche per ferie estive, con le impellenti scadenze fiscali per tutti i medici di controllo e l’acuirsi delle necessità economiche e familiari di alcuni colleghi i quali, da circa cinque anni, fanno affidamento su un numero di visite mensili assegnate a dir poco esiguo.

Risulta acclarato che la sperimentazione precedente in alcune sedi “pilota” sia stata insoddisfacente, così come l’addestramento successivo del personale sanitario e amministrativo in altre realtà territoriali. Per stessa ammissione degli operatori non è stato possibile procedere alla liquidazione dei compensi dovuti per il mese di giugno e, quando elargiti, essi sono risultati vistosamente difettosi di visite, calcoli di quote fisse e di chilometri percorsi, in tutte le combinazioni possibili.

A titolo esemplificativo, riferiamo una tra le diverse segnalazioni in merito pervenutaci da un collega, nella cui “busta paga” delle prestazioni effettuate a giugno non ne sono state pagate 9 su un totale di 43.

Allo stato attuale, l’intervento manuale per correggere errori e mancanze è giudicata dagli stessi operatori impossibile nella maggioranza dei casi o, nella migliore delle ipotesi, estremamente ardua.

A ciò si aggiunge un ulteriore malfunzionamento nella trasmissione delle visite trasmesse da tablet, oltre a quella dei chilometri percorsi; dato, quest’ultimo, che l’operatore non vede e che il medico, una volta attuato l’inserimento nel sistema, non può più controllare. In non pochi casi, infatti, con il nuovo dispositivo, difetta il dato delle visite trasmesse nell’apposita “mattonella” e, in ogni caso, la specificazione delle indicazioni riguardanti i chilometri percorsi. Pare anche difficoltosa la gestione del calendario delle presenze dei medici, in particolare nel modificare i turni in caso di imprevisti ed urgenze.

Conseguentemente, un sistema informatico innovativo, ampiamente pubblicizzato sui media, necessita nondimeno dell’attuale ausilio di appunti cartacei o informatici aggiuntivi, che il medico di controllo deve collezionare ogni mese e confrontare con gli errori di sistema.

Rilevante è anche il perdurare dei ritardi nelle assegnazioni mattutine delle visite, che in data 27 luglio si sono spinti quasi all’esaurimento della fascia senza, in molti casi, dispensare alcuna visita al medico in lunga (e non retribuita) attesa.

La situazione descritta è anche precedente rispetto alle acute criticità del momento. Ancora a titolo di esempio, riportiamo uno stralcio di segnalazione scritta da parte di un collega, i cui contenuti sono applicabili in tutto o in più parti alla condizione di molti medici di controllo:

Spettabile ANMEFI,

sono un medico di Medicina Fiscale INPS che svolge servizio in provincia di …………. e che per visite/accessi regolarmente eseguite/i dal mese di novembre 2017 a tutt’oggi ha riscontrato i seguenti disservizi:

1) pagamento esclusivamente della errata quota fissa delle spese di trasporto di € 6,00 per visite/accessi regolarmente eseguite/i al di fuori del perimetro urbano del comune della Sede INPS (dovrebbero essere € 10 o € 15 di quota fissa + la quota variabile inerente il numero dei Km percorsi dall’abitazione del medico, andata e ritorno);

2) pagamento della corretta quota fissa delle spese di trasporto (€ 10 o € 15) ma mancato pagamento della quota variabile delle spese di trasporto per visite/accessi regolarmente eseguite/i al di fuori del perimetro urbano del Comune della Sede INPS;

3) ritardati pagamenti di visite/accessi regolarmente eseguite/i;

4) mancato pagamento di visite/accessi regolarmente eseguite/i;

5) mancato pagamento del rimborso spese per aggiornamento professionale. (…)

 E’ appena il caso di precisare che l’INPS non ha ritenuto opportuno informarmi di tali disservizi che, quindi, sarebbero passati inosservati, se non me ne fossi accorto personalmente.

Ferma restando la corresponsione degli interessi di mora legali sui ritardati pagamenti si rende noto che per i redditi prodotti nell’anno 2017 il sottoscritto usufruiva del regime forfettario (art. 1, commi 54-89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190) e che 6 visite/accessi del mese di novembre 2017, che, a norma dell’art. 13, comma 2, del D.M. 18 aprile 1996, sarebbero dovute/i essere state pagate/i entro il 31 dicembre 2017, sono, di fatto, state pagate/i a febbraio e marzo 2018, procurando un ulteriore ingiusto danno economico al sottoscritto sotto forma di maggiori imposte (…)

In conclusione, ai sensi dell’art. 13, comma 2, del D.M. del 18 aprile 1996, mai derogato dai successivi Decreti Ministeriali e confermato da apposita circolare dell’Istituto n. 159 del 1 agosto 1996 e messaggio del Direttore Generale INPS n. 004772 del 29/11/2017, ANMEFI sollecita la risoluzione urgente di tutte le sopra menzionate criticità, nonché la immediata e dettagliata corresponsione di tutto il pregresso segnalato dai professionisti, ferma restando la riserva, in caso di permanenza della situazione lesiva di legittimi interessi economici, di esperire le vie legali appositamente previste dall’Ordinamento per le fattispecie illustrate.

Si chiede inoltre che l’Amministrazione Centrale garantisca, a tal proposito, idonee disposizioni per tutte le sedi INPS del territorio.

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