CONSIDERAZIONI OPERATIVE TUTELA DEL RISCHIO E COMPETENZA
Lo scopo a cui tende l’assicurazione di malattia è quella di fornire all’assicurato infermo:
1) i mezzi che gli consentano il più soddisfacente e rapido possibile ristabilimento delle condizioni fisiche;
2) l’erogazione delle prestazioni economiche, destinate a sopperire, almeno in parte, alla perdita del salario (art. 2110 c.c.).
Perchè dia diritto all’indennità giornaliera, occorre che l’infermità abbia CARATTERE GENERICO: è generica ogni malattia che non costituisce oggetto di una particolare assicurazione sociale, quali sono quelle contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e contro la tubercolosi.
La necessità della distinzione da quest’ultima forma di assicurazione sociale sussiste anche dopo che, con la riforma sanitaria, l’indennità giornaliera per le malattie generiche è stata attribuita allo stesso Ente (INPS) competente in materia di prestazioni antitubercolari, giacchè si tratta di prestazioni sottoposte a diverse discipline normative circa i requisiti a cui sono subordinate, i periodi ed il “quantum” di erogazione.
La possibilità di interferenza con l’INAIL deriva dal fatto che sono a carico tale Istituto non solo le fasi iniziali, in cui sono definite le rendite per infortuni sul lavoro e malattie professionali, ma anche tutti i casi di ricadute (riacutizzazione dei postumi, o loro complicanze) entro 10 anni dalla costituzione della rendita, per gli infortuni e 15 anni per le malattie professionali, escluse la silicosi e l’asbeStosi che sono SEMPRE a carico INAIL (circ. INPS 8 agosto 1985, n. 10 PMMC – n. 10940 O. – n. 366 B. n. 552 ASMM/178. n. 48 INAIL).
ammalato; 5) disturbi vertiginosi in soggetti con sordità da rumore; 6) dermatite in soggetti con eczema da cemento, da cromo, da nichel, ecc.; 7) cataratta in saldatori; 8)ipossiemia); 9) tumori insorti in soggetti sottoposti ad esposizioni professionali oncogene; 10) malattie da sovraccarico biomeccanico, microtraumatismi, strumenti vibranti (circ. 81/2000 dell’INAIL). Si tratta di patologie ricorrenti (rachialgie, s. del tunnel carpale, epicondiliti, periartrite, borsiti, ecc.) dovute al movimento di carichi, all’uso ripetuto di mazze, martelli, coltellini, ecc., strumenti o mezzi che provocano vibrazioni a carico dell’arto superiore (martelli pneumatici, levigatrici) o di tutto il corpo (autisti, pacheristi, ecc.). In questi casi l’anamnesi lavorativa deve essere particolarmente accurata (quante volte al giorno, quante ore, peso movimentato ad ogni ciclo, che tipo di gesto lavorativo viene richiesto).
http://digilander.libero.it/fadange/femepa/istrvmc.htm