Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale

Certificati di malattia. Quando si sbaglia o si omette l’indirizzo

Le indicazioni sono espresse nella Circolare INPS numero 183 del 7-8-1998, che ha fornito precisazioni che riepilogano e modificano le precedenti istruzioni contenute nella circolare numero  129 del 6.6.1990 E Numero 182 del 4.8.1997.

Con la procedura telematica, e l’abolizione del certificato cartaceo, il corretto indirizzo deve essere fatto presente al proprio medico curante e al datore di lavoro, che provvederanno a registrare la variazione o inserire i dati esatti della residenza  o domicilio del lavoratore.

 

1) OMESSA INDICAZIONE DELL’INDIRIZZO.

SI CONFERMA CHE L’OMESSA INDICAZIONE DELL’INDIRIZZO SUL CERTIFICATO DI MALATTIA NON COMPORTA DI PER SÈ L’IMMEDIATO DISCONOSCIMENTO DEL DIRITTO ALLA PRESTAZIONE; INFATTI, COME PRECISATO CON LA CITATA CIRCOLARE N. 182/1997, L’INADEMPIENZA PUÒ NON ESSERE DETERMINANTE AI FINI DELLA IRREPERIBILITÀ QUANDO L’INDIRIZZO (1) DEL LAVORATORE È RICAVABILE DAI DATI IN POSSESSO DELL’ISTITUTO (BUSTA O ALTRA DOCUMENTAZIONE INVIATA DALL’ASSICURATO), COMPRESI QUELLI REGISTRATI NELLA PROCEDURA DI GESTIONE DEI CERTIFICATI O NELLA PROCEDURA “ARCA”.

DIVERSAMENTE, QUANDO CIOÈ L’INDIRIZZO DI INTERESSE NON È NOTO ALL’ISTITUTO (TALE È DA CONSIDERARE ANCHE L’EVENTUALE CONOSCENZA DI UN INDIRIZZO CHE, IN OCCASIONE DEL CONTROLLO DISPOSTO, SI RILEVA NON PIÙ ATTUALE) L’IRREGOLARITÀ COMPORTERÀ LA NON INDENNIZZABILITÀ -COME È STATO RITENUTO DALLA GIURISPRUDENZA- FINO A QUANDO IL DATO NON VENGA ACQUISITO.

TALVOLTA LA SITUAZIONE DI IRREPERIBILITÀ PUÒ CONSEGUIRE AD UN COMPORTAMENTO NON CORRETTO DEL LAVORATORE NEI SOLI CONFRONTI DEL DATORE DI LAVORO A CUI IL LAVORATORE STESSO NON PROVVEDE A COMUNICARE TEMPESTIVAMENTE -COME INVECE SAREBBE PROPRIO OBBLIGO CONTRATTUALE- LA NUOVA DIVERSA RESIDENZA. NELL’IPOTESI, ALL’INPS IL (NUOVO) INDIRIZZO VIENE INVECE NORMALMENTE COMUNICATO ATTRAVERSO LA COMPILAZIONE DEL CERTIFICATO: PERÒ SU QUEST’ULTIMO, NELL’ATTUALE FORMULAZIONE, L’INDIRIZZO ABITUALE VIENE TRASCRITTO SUL RETRO, PARTE CHE NON CONSENTE IL RICALCO SULLA COPIA DESTINATA AL DATORE DI LAVORO, CHE, QUINDI, SEMPRE

NELL’IPOTESI FORMULATA, RICHIEDE LA VISITA DI CONTROLLO ALL’INDIRIZZO, DIVERSO, A LUI CONOSCIUTO.

EVENTUALI DIFFORMITÀ RISCONTRATE TRA L’INDIRIZZO INDICATO DAL DATORE DI LAVORO ALL’ATTO DELLA RICHIESTA DELLA VISITA E QUELLO RIPORTATO SULLA COPIA DEL CERTIFICATO INVIATO ALL’INPS, OVVIAMENTE SE GIA PERVENUTA, DOVRANNO ESSERE COMUNQUE SEGNALATE IMMEDIATAMENTE AL DATORE DI LAVORO, PER LE CONSEGUENTI SUE DECISIONI IN ORDINE ALLA ESECUZIONE DELLA VISITA.

QUALORA IL DATORE DI LAVORO CONFERMI, PER LA VISITA STESSA, L’INDIRIZZO IN PRECEDENZA INDICATO -CIRCOSTANZA SU CUI DOVRÀ ESSERE ACQUISITA FORMALE ATTESTAZIONE- DOVRÀ ESSERE FATTO PRESENTE CHE L’ISTITUTO NON TERRÀ CONTO, PER QUANTO RIGUARDA LE PRESTAZIONI DI PROPRIA COMPETENZA, DELLA EVENTUALE IRREPERIBILITÀ AL CONTROLLO, CHE PERTANTO POTRÀ AVERE, OVE RITENUTO, RIFLESSI SOLO SUL PIANO CONTRATTUALE.

NELL’EVENTUALITÀ CHE LA COPIA DEL CERTIFICATO DI PERTINENZA DELL’INPS, RIPORTANTE UN INDIRIZZO DIVERSO DA QUELLO INDICATO DAL DATORE DI LAVORO, PERVENGA DOPO L’EFFETTUAZIONE DEL CONTROLLO DA QUESTI RICHIESTO, DOVRÀ ESSERE DISPOSTO UN CONTROLLO D’UFFICIO ALL’INDIRIZZO SEGNALATO ALL’INPS DAL LAVORATORE. IL DIVERSO INDIRIZZO COSÌ RISULTANTE SARÀ COMUNQUE COMUNICATO AL DATORE DI LAVORO, A CURA DELL’ISTITUTO, UNITAMENTE ALL’ESITO DEL CONTROLLO.

2) COMUNICAZIONE DI UN INDIRIZZO INCOMPLETO.

LA SITUAZIONE DI CUI TRATTASI PRESENTA DELLE CONNOTAZIONI SIMILI ALL’IPOTESI DI OMISSIONE, PER CUI ALLA IRREGOLARITÀ POTRÀ ESSERE OVVIATO, PRIMA DELLA PREDISPOSIZIONE DELL’EVENTUALE CONTROLLO, PROCEDENDO ALL’INTEGRAZIONE DELL’INDIRIZZO INDICATO ATTRAVERSO I DATI IN POSSESSO DELL’ISTITUTO.

SE CIÒ NON È CONSENTITO, QUALORA SI RITENGA POSSIBILE IL REPERIMENTO NONOSTANTE LE INDICAZIONI PARZIALI, I CONTROLLI POSSONO ESSERE DISPOSTI UGUALMENTE.

NEL CASO, DOVRÀ ESSERE PARTICOLARMENTE RACCOMANDATO AI MEDICI DI CONTROLLO -COME DEL RESTO È ESPLICITAMENTE PREVISTO NEL RELATIVO “DISCIPLINARE”- DI ADOPERARSI AFFINCHÈ NELL’ESPLETAMENTO DELLE VISITE LORO AFFIDATE NON TRASCURINO DI SVOLGERE TUTTE LE INIZIATIVE (ES. ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI SUL POSTO, CONTROLLI TELEFONICI) IDONEE AL REPERIMENTO DEGLI ASSICURATI.

NELL’EVENTUALITÀ DI RICHIESTE DI VISITE DI CONTROLLO DA PARTE DEI DATORI DI LAVORO, DOVRANNO ESSERE SEGUITE LE STESSE INDICAZIONI FORNITE PER IL CASO DI OMISSIONE DELL’INDIRIZZO.

SULL’ARGOMENTO VA TENUTO CONTO CHE TALVOLTA L’INDIRIZZO SEGNALATO DAL LAVORATORE, ANCHE SE FORMALMENTE CORRISPONDENTE A QUELLO DI RESIDENZA, SI DIMOSTRA INSUFFICIENTE AI FINI DELLA REPERIBILITÀ PER CONTINGENTI SITUAZIONI LOCALI (ES. CONTRADE DI NOTEVOLE VASTITÀ, FRAZIONI, COMPLESSI CONTRADDISTINTI DA UN UNICO NUMERO CIVICO MA COMPRENDENTI NUMEROSI PALAZZI, SCALE CON TANTISSIME ABITAZIONI, ECC.).

LA CIRCOSTANZA SUDDETTA NON È DI PER SÈ MOTIVO GIUSTIFICATIVO DELL’IRREPERIBILITÀ, DOVENDO, SPECIE IN TALI SITUAZIONI, IL LAVORATORE COOPERARE (COME ANCHE AFFERMATO DALLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA -SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE N. 78/88) PER CONSENTIRE L’INDIVIDUAZIONE DELLA PROPRIA ABITAZIONE ATTRAVERSO ULTERIORI ELEMENTI.

IN VIA ECCEZIONALE, TUTTAVIA, L’IRREPERIBILITÀ POTRÀ ESSERE GIUSTIFICATA QUANDO AGLI ATTI ANAGRAFICI RISULTA LO STESSO INDIRIZZO INDICATO DAL LAVORATORE. IN TALE CASO, COMUNQUE, IL LAVORATORE DOVRÀ ESSERE PERÒ INVITATO CON RACCOMANDATA A FORNIRE, IN OCCASIONE DI EVENTUALI ALTRI PERIODI DI MALATTIA, ULTERIORI NOTIZIE DI DETTAGLIO (ES. CHILOMETRAGGIO, NUMERO PALAZZINA O SCALA, TRAVERSA O ALTRA IDONEA INDICAZIONE, ANCHE CONCORDATA) PER CONSENTIRE IL PROPRIO REPERIMENTO, CON LA PRECISAZIONE CHE, IN MANCANZA, L’ISTITUTO NON POTRÀ CHE ADOTTARE IL PROVVEDIMENTO PREVISTO DI DINIEGO DELLA PRESTAZIONE.

3) COMUNICAZIONE DI UN INDIRIZZO INESATTO.

LA FATTISPECIE PRESENTA CARATTERISTICHE DIVERSE DA QUELLA DI CUI AL PUNTO 2 IN QUANTO NEL CASO L’INDIRIZZO INDICATO DAL LAVORATORE SEMBRA APPARENTEMENTE CORRETTO E L’IRREGOLARITÀ EMERGE SOLO AL MOMENTO DELLA VISITA.L’IRREGOLARITÀ STESSA NON COMPORTERÀ CONSEGUENZE QUALORA IL MEDICO RIESCA A RINTRACCIARE ALTRIMENTI IL LAVORATORE E A VISITARLO – NELL’AMBITO DELLA GIÀ RICHIAMATA COLLABORAZIONE RICHIESTA ANCHE DAL “DISCIPLINARE”.

DIVERSAMENTE ANDRANNO APPLICATI I PROVVEDIMENTI PREVISTI.

NOTA:
SI RICORDA CHE DI NORMA AI FINI DELLE PRESTAZIONI ECONOMICHE DI MALATTIA, L’INDIRIZZO DEL LAVORATORE CORRISPONDE -SALVO, OVVIAMENTE, EVENTUALI TEMPORANEI SPOSTAMENTI, CHE DEVONO ESSERE COMUNICATI ALL’INPS E AL DATORE DI LAVORO- ALLA SUA RESIDENZA, DA NON CONFONDERE CON LA ISCRIZIONE NEI REGISTRI ANAGRAFICI (C.D. “RESIDENZA ANAGRAFICA”). LA RESIDENZA, DA INTENDERE SECONDO LA DEFINIZIONE DELL’ART.43 COD.CIV., È IL LUOGO DI ABITUALE DIMORA; LA VARIAZIONE DI QUESTA COMPORTA PERALTRO PER IL LAVORATORE L’OBBLIGO DI TEMPESTIVA COMUNICAZIONE DELLA VARIAZIONE AL COMUNE DEL LUOGO IN CUI CI SI È TRASFERITI.

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Questo articolo ha un commento

  1. Cosa succede se il medico curante sbaglia a indicare l’indirizzo per la reperibilità del lavoratore? Il lavoratore è giustificabile se viene disposta la visita medica di controllo domiciliare all’indirizzo errato?

    Il lavoratore, che chiede al medico curante di redigere il certificato di malattia per assenza dal lavoro, deve assicurarsi che l’indirizzo riportato per la reperibilità sia corretto e completo di frazione, contrada e di ogni altro dettaglio utile per consentire l’eventuale visita medica di controllo.

    Con il certificato telematico non cambia, infatti, la responsabilità del lavoratore riguardo il dovere di diligenza nel collaborare pienamente al compimento degli eventuali accertamenti medici di controllo che il datore di lavoro o l’INPS vorranno effettuare. Se la visita non può concludersi per indicazione errata o incompleta del domicilio, il lavoratore non è normalmente ritenuto giustificabile, verrà sanzionato secondo graduale aggravamento della sanzione fino alla perdita totale dell’indennità di malattia.

    Per questo si raccomanda al lavoratore, in quanto responsabile dei dati anagrafici riportati nel certificato, di controllarne con la massima attenzione la correttezza al momento della redazione.

    Il lavoratore potrà, inoltre, fare richiesta al medico curante di copia del certificato e dell’attestato di malattia, come previsto nella circolare 18 marzo 2011, n. 4 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Dipartimento della funzione pubblica. La circolare riconosce espressamente al lavoratore la possibilità di richiedere al medico copia cartacea del certificato e dell’attestato di malattia o, in alternativa, l’invio dei documenti in formato pdf alla propria casella di posta elettronica. L’obbligo di invio del certificato alla casella PEC del lavoratore che ne fa richiesta da parte del medico è stato successivamente previsto dall’articolo 7, comma 1 bis, decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221. Il lavoratore può, infine, visualizzare il proprio certificato e/o attestato di malattia attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS con le previste modalità.

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