Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale

Attività esterna e pronta disponibilità

di Matteo Murano

Indipendentemente dalla applicabilità dell’ACN della Specialistica Ambulatoriale alla Medicina Fiscale riporto sotto l’art. 32 di tale ACN.

“ART. 32 – ATTIVITA’ ESTERNA E PRONTA DISPONIBILITA’

1. L’azienda, per propri fini istituzionali o esigenze erogative, può fare svolgere allo specialista ambulatoriale o al professionista, incaricato ai sensi del presente Accordo, attività professionale anche al di fuori della sede di lavoro indicata nella lettera di incarico (attività esterna).

In caso di incarico conferito per lo svolgimento esclusivo di attività esterna, come sede di lavoro si intende quella dove avviene la rilevazione della presenza all’inizio dell’orario di servizio.

2. Le prestazioni specialistiche e professionali di cui al comma 1, sono svolte dallo specialista ambulatoriale e dal professionista:

a. nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata (ADI);

b. presso il domicilio del paziente;

c. presso le strutture pubbliche del SSN (residenze sanitarie assistenziali, servizi

socio-assistenziali di tipo specialistico, ospedali, consultori famigliari e pediatrici,

ecc.), scuole, fabbriche, case protette, comunità terapeutiche, carceri ecc.;

d. presso lo studio del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta;

e. nell’ambito delle prestazioni aggiuntive di cui all’allegato D.

3. Detta attività deve essere preventivamente programmata e concordata con lo specialista ambulatoriale o il professionista interessato.

4. Per lo svolgimento di attività esterna al di fuori dell’orario di servizio, allo specialista ambulatoriale è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’art.42, lettera A, commi 1 e 2, rapportato ad un impegno di 90 minuti per ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo accesso siano eseguite ulteriori prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna prestazione successiva alla prima il tempo di esecuzione è determinato in 20 minuti.

5. Per lo svolgimento di attività esterna durante l’orario di servizio e per incarichi conferiti in via esclusiva per tale attività, allo specialista ambulatoriale è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’art.42, lettera A, commi 1 e 2, rapportato al tempo di esecuzione di 60 minuti per ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo accesso vengano eseguite ulteriori prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna prestazione successiva alla prima il tempo di esecuzione è determinato in 20 minuti.

6. Per lo svolgimento di attività esterna al professionista è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’art. 43, lettera A, commi 1 e 2, maggiorato del 35% in caso di attività esterna svolta al di fuori dell’orario di servizio o maggiorato del 25% in caso di svolgimento di tale attività durante l’orario di servizio.

7. Per l’attività svolta ai sensi del comma 2, agli incaricati spetta, qualora non sia disponibile l’automezzo aziendale e si avvalgano del proprio automezzo, un rimborso pari a un 1/5 del prezzo “ufficiale” di un litro di benzina verde per Km., nonché copertura assicurativa totale (tipo kasco).

8. Qualora lo specialista ambulatoriale o il professionista operi in un servizio in cui è attivato l’istituto della pronta disponibilità, la stessa dovrà essere assicurata dallo specialista compatibilmente con la propria residenza e con le stesse modalità e lo stesso compenso del personale dipendente.”

Come potrete notare sono espressamente previsti “emolumenti forfettari aggiuntivi”, rispetto all’orario di lavoro prestabilito, in caso di svolgimento di “attività esterna”.

L’applicazione di tali emolumenti forfettari aggiuntivi permetterebbe ai medici fiscali di ottenere una retribuzione equivalente a 36-38 ore di lavoro settimanali anche se il numero delle ore di lavoro settimanali prestabilito fosse notevolmente inferiore a 36-38 ore.

Sulla scorta di quanto sopra mi chiedo perché qualcuno scrive che:

“Abbiamo gia’ ampiamente discusso che non vi e’ alcuna relazione tra le fasce di reperibilita’ del lavoratore e la disponibilita’ che il medico deve garantire, quindi, anche nel caso le fasce del pubblico restassero quelle attuali, al medico potrebbe venire riconosciuto un contratto sumai o altro, non a 38/h settimanali, come avviene nelle AASSLL, dove l’orario non supera le 24/h settimanali. A quel punto che si fa? Si resta con 20/24 h max per scendere nelle sedi periferiche, oppure si pensa veramente che le vmcd sui dipendenti pubblici saranno equamente distribuite a Roma come a RoccaCannuccia?”

Ma anche che:

“E’ da ricordare, infine, per completezza di informazione, almeno di una grossolana forzatura, che l’ACN per i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, cd sumai, non può venire riconosciuto per la effettuazione delle sole vmcd.”

E soprattutto mi chiedo perché nessuno dei firmatari dell’accordo intersindacale abbia menzionato tali “emolumenti forfettari aggiuntivi” che, se applicati, come previsto nell’ACN, renderebbero meno probabile la Commistione.

 

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