Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale

Ancora considerazioni medico-legali sulle visite fiscali

L’esperienza conseguita ha permesso di individuare situazioni particolari ricorrenti, in cui vengono a mancare alcuni elementi essenziali o conseguenziali della malattia; in tali evenienze non è stato sempre omogeneo il comportamento dei medici incaricati:
1) Assenze per malattia basate esclusivamente sulla soggettività del paziente come dolore, torpore, parestesie, senso di vertigine, cefalea, fosfeni, acufeni, astenia, dispepsia, ecc. In tutti questi casi si deve valutare l’impatto con l’attività lavorativa (es.: vertigini in soggetto che deve salire su impalcature), ma verificata l’assenza di limitazioni funzionali che contrindichino il lavoro, sarebbe opportuno invitare il soggetto a riprenderlo.
2) Soggetti, che dopo un episodio con i sintomi di cui sopra si assentino “in attesa di esami”; nelle condizioni di cui al punto 1) devono essere avviati al lavoro; potranno recarsi alla visita o all’esame specialistico il giorno prenotato (può essere sufficiente anche un breve permesso) e dovrà essere il presidio sanitario presso cui si recano a certificare l’assenza per la prestazione.
3) Stati di “ipertensione arteriosa”, “ipotensione arteriosa”, “diabete mellito”, ecc. potranno comportare l’astensione dal lavoro solo in circostanze di particolare scompenso, altrimenti sono efficacemente curabili anche durante l’attività lavorativa.
4) Patologie cronicizzate ormai da anni, come artrosi, bronchite, cardiopatie, ecc., se non sono in evidente fase di riacutizzazione, suffragata da un preciso riscontro obiettivo o da accertamenti documentati, non determinano lo stato di malattia che si vuole tutelare; dovrà essere valutata con gli interessati l’opportunità di un eventuale cambio di mansioni (serve l’intervento del datore di lavoro) o di lavoro (può essere utile il riconoscimento dell’invalidità civile), ma devono essere invitati a riprendere la loro attività. 5) Patologie neuropsichiatriche di modesta entità, come neurosi ansioso-depressive, in assenza di precedenti rilevanti e di controlli e terapie specialistiche, talvolta sono espressione di conflitti nell’ambito lavorativo (malattie preannunciate), che possono emergere dall’anamnesi o da una segnalazione del datore di lavoro; vanno risolte coinvolgendo il medico di base. 6) Soggetti licenziati che vogliono godere dei “6 mesi di malattia”, per un errato concetto di tutela assicurativa, di “diritto”; in questi casi deve essere fermamente interrotta la malattia mentre gli assicurati devono essere invitati a presentare eventualmente domanda di disoccupazione.
7) Periodi di convalescenza dopo patologie importanti (frequenti le post-traumatiche), o ricoveri ed interventi chirurgici non possono essere abnormemente prolungati per l’inefficienza del Servizio Sanitario Nazionale (ad es., ciclo di ginnastica o terapia fisica programmati solo a distanza di mesi).
8)interruzione dal lavoro. 9) Fuori tutela sono i casi di trattamento medico ai soli fini estetici (chirurgia plastica, liposuzione, ecc.) o i cicli di fisiochinesiterapia in assenza di una situazione clinica acuta che determini incapacità lavorativa (Circ. INPS n. 145 del 28 giugno 1993).
10) La Delibera n. 16 del 27.01.84 del C.d.A. dell’INPS ha stabilito che il trattamento di malattia è dovuto anche per gli eventi morbosi comportanti incapacità lavorativa, procurata da mancato suicidio o dall’assunzione di sostanze stupefacenti o abuso di alcoolici (circ. INPS n. 134414 del 01.03.84), mentre sono escluse le malattie provocate da fatti dolosi del lavoratore stesso, debitamente accertati e documentati.
http://digilander.libero.it/fadange/femepa/istrvmc.htm

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