di Matteo Murano
Sulla base di quanto riportato dai DD.MM. e dalle circolari INPS al numero dei certificati di malattia deve corrispondere una percentuale determinata di visite fiscali (comprensive di quelle dei DDL) a cui, a sua volta, deve corrispondere un numero determinato di medici di controllo (molti certificati = molte visite = molti medici; pochi certificati = poche visite = pochi medici).
Pertanto sulla base di tale principio la distribuzione delle visite dovrebbe già adesso essere equa.
Il fatto che tale distribuzione non lo sia dipende esclusivamente dal fatto che alcune (molte?) Sedi hanno “assunto” più medici del “dovuto” in contrasto con quanto stabilito dai DD.MM. e dalla circolari.
Pertanto il diritto ad una equa ripartizione delle visite (comprensive di quelle da DDL) è semplicemente ciò che è già stabilito dalle norme vigenti ed è ciò che dovrebbe già essere se l’INPS avesse rispettato tali norme.
Il fatto che i medici non siano distribuiti in modo uniforme sul territorio nazionale è una colpa che ricade sull’INPS e l’INPS vi deve porre rimedio.
Se in una Sede vi sono molti medici è perchè il Direttore di Sede ha ritenuto, a torto o a ragione (valuterà la Sede Centrale se “sanzionare” il Direttore di Sede), che fossero necessari, pertanto tali medici hanno il diritto di eseguire lo stesso numero di visite eseguite dai medici, in minor numero, delle altre Sedi.
Questo articolo ha 2 commenti
Condivido e sottoscrivo: le colpe dei CML non devono ricadere su di noi!
Dott.ssa Rossella Cascetta, MF Inps dal 1987, sede di Perug
Le responsabilità dei CML sono molteplici. Ultima, in ordine di tempo, da far ricadere esclusivamente sulla Direzione Generale (Prof. Piccioni,dov’era per tutelare l’efficienza del servizio da Lei diretto?), la messa in funzione del Data Mining, con una applicazione di uno score basata su algoritmi demenziali, che hanno distribuito le visite con criteri che nulla hanno a che fare con le varie realtà territoriali. E’ stata tutta una propaganda per mascherare le vere intenzioni dell’istituto, quelle cioè di sottrarre il budget alla Medicina Fiscale, per attribuirlo alle revisioni delle Invalidità Civili, con l’impiego di Medici Esterni (Prof. Piccioni, forse la Sua attenzione era rivolta a costoro?). Ora c’è una sentenza del TAR del Lazio che sancisce l’inutilità e l’illegittimità delle azioni dell’Inps in ambito IC. I 30 Milioni di euro utilizzati per questi Medici, può ritenersi uno spreco per la collettività, da aggiungere al danno derivato dalla mancanza di controlli dei lavoratori del settore privato e presumibile incremento della spesa per indennità di malattia (a proposito: quando l’inps fornirà i primi dati?)???